L’allevamento de cavalli  lipizzani è patrimonio UNESCO

La tradizione dell’allevamento dei lipizzani è patrimonio UNESCO. La decisione è stata assunta dal Comitato del Patrimonio culturale immateriale in corso ora a Rabat, in Marocco, alla presenza di delegati provenienti da 180 Stati. Il Ministro  dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ha dichiarato: “Siamo particolarmente soddisfatti e orgogliosi perché la  candidatura era stata promossa, per l’Italia, dal mio Ministero con il supporto del CREA presso cui è attivo un centro di allevamento e riproduzione dei cavalli lipizzani” Nel presentare il dossier di candidatura, il presidente dell’organo degli esperti mondiali, l’italiano Pier Luigi Petrillo, ha evidenziato come il dossier sia stato scritto in modo eccellente ed evidenzia l’importante relazione tra l’uomo e l’ambiente naturale nonché tra l’uomo e gli animali. L’avvenuta iscrizione è stata accolta in sala da un lungo applauso. Ancora il Ministro Francesco Lollobrigida ha sottolineato:  “Il riconoscimento dell’UNESCO premia un lavoro importante svolto in questi anni dagli uffici ministeriali e dagli esperti del CREA. Un riconoscimento che va agli sforzi compiuti per mantenere viva una tradizione ancestrale, che basa le proprie radici sul rapporto virtuoso tra uomo e animale. Ringrazio l’UNESCO per avere voluto, con questa iscrizione, dimostrare ancora una volta come anche le pratiche connesse all’allevamento possano essere considerate patrimonio culturale dell’umanità. È una grande responsabilità per noi e assicuro che il Ministero farà la sua parte, continuando, in nome della sovranità alimentare,  a valorizzare quelle identità agricole ed alimentari che rappresentano il cuore pulsante del nostro Paese”.

Sono 403 i cavalli lipizzani iscritti in Italia al Libro genealogico tenuto da Anareai, aderente a FedAna. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per il riconoscimento Unesco concesso all’allevamento dei cavalli Lipizzani nell’ambito della 17/a sessione del Comitato del patrimonio culturale immateriale in corso a Rabat in Marocco. Il riconoscimento de “La tradizione dell’allevamento del Cavallo Lipizzano” – sottolinea la Coldiretti –  è frutto di una candidatura transnazionale con capofila la Slovenia e comprendente, oltre all’Italia, Austria, Bosnia, Croazia, Ungheria, Romania e Slovacchia. L’allevamento del cavallo Lipizzano – continua la Coldiretti – rappresenta un complesso patrimonio di conoscenze e pratiche tramandatesi nel corso dei secoli nelle aree politicamente e geograficamente assoggettate all’influenza asburgica. La razza Lipizzana è il primo esempio documentato di razza costituita a partire da incroci pianificati tra soggetti di diversa provenienza (Spagna, Italia, Danimarca, Impero Austriaco, Penisola Arabica) selezionati nelle generazioni successive per le caratteristiche desiderate per l’uso della casa regnante: eleganza del passo, resistenza allo sforzo prolungato, temperamento vivace ma stabile. Dalla creazione della razza nel 1580 presso la città di Lipica, nell’odierna Slovenia, il cavallo Lipizzano – precisa la Coldiretti – si è diffuso in tutti i paesi dell’impero austro-ungarico con le caratteristiche della razza, ad iniziare dal mantello grigio perla, che sono state fissate nella seconda metà del 1700. La razza – conclude la Coldiretti – è considerata autoctona del Lazio avendo superato tutti i requisiti di permanenza fissati dalla FAO per la conservazione della biodiversità animale.

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