Gli allevatori italiani hanno celebrato Sant’Antonio Abate

Dalla XV “Giornata dell’Allevatore”, celebrazioni in onore di Sant’Antonio Abate, un importante richiamo al lavoro quotidiano di agricoltori e allevatori. Sua Eminenza, Cardinale Mauro Gambetti, riprende l’appello lanciato nel saluto del presidente A.I.A., Roberto Nocentini, e sottolinea che c’è un’obbedienza che si deve a Dio ascoltando la Natura e gli animali, che non vanno sacrificati ne’ a Dio, ne’ all’uomo e ne’ al mercato, “altrimenti, succede che il mercato o l’uomo si sostituiscono a Dio e pretendono sacrifici in loro onore”. Un appello nel nome della sostenibilità, e quindi alla politica ed alle istituzioni affinché il patto di alleanza rinnovato tra l’uomo e il Creato sia anche un patto tra politica e mercato, per tutelare il settore dalla mancanza di regole.

“Il nostro Santo Patrono, Sant’Antonio Abate, è la nostra guida e la nostra speranza: il perdurare delle difficoltà causate dall’emergenza pandemica non ci scoraggiano e siamo quì per confermare la nostra fede ed il nostro ruolo importante di custodi del Creato, garanti dell’armonia tra uomini e animali d’allevamento”. Con queste accorate parole, a nome di tutti gli allevatori italiani, il presidente dell’Associazione Italiana Allevatori-A.I.A., Roberto Nocentini, ha ribadito il significato profondo che l’organizzazione dà alla “Giornata dell’Allevatore” a livello nazionale, giunta alla XV edizione. Il cuore dei festeggiamenti, anche quest’anno, è stata la Santa Messa officiata da Sua Eminenza Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica Papale Vaticana, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, che per la prima volta ha celebrato la funzione religiosa presso l’Altare della Cattedra nella mattinata di lunedì 17 gennaio 2022, onorando con la sua presenza l’evento voluto dagli allevatori italiani.

La festa del Santo Patrono è ancora oggi la ricorrenza più sentita dagli allevatori in tutta Italia: il 17 gennaio, giorno in cui cade da calendario la liturgia dedicata al grande Santo anacoreta, ritenuto il fondatore del Monachesimo, nato in Egitto attorno al 250 dopo Cristo, è sempre una data da ricordare per A.I.A. e per tutti coloro che, con entusiasmo e partecipazione, l’accompagnano in questa occasione. La devozione popolare verso Sant’Antonio Abate è rimasta intatta nel corso dei secoli, anche se il perdurare dell’emergenza sanitaria ancora in atto a causa della pandemia da Coronavirus  ha consigliato di sospendere la tradizionale “Fattoria sotto il cielo” allestita da A.I.A. e dal Sistema allevatoriale di fronte al Colonnato del Bernini, e la sempre suggestiva sfilata di cavalli e cavalieri lungo Via della Conciliazione a Roma.

Alla celebrazione liturgica all’interno della XV “Giornata dell’Allevatore” hanno comunque partecipato le rappresentanze civili e militari che, nel corso degli anni, hanno animato con i loro corpi a cavallo e le unità cinofile la giornata di festa in Piazza, a fianco delle famiglie degli allevatori.

Presenti, guidati dal presidente A.I.A. Roberto Nocentini, i vicepresidenti Claudio Destro, e Mauro Berticelli, componenti del Comitato Direttivo dell’Associazione, il direttore generale Mauro Donda e dirigenti delle Associazioni regionali allevatori, nonché degli Enti selezionatori, con una rappresentanza limitata dalle esigenze di salute pubblica. Alla cerimonia presente il sottosegretario Mipaaf Francesco Battistoni, con un gruppo di dirigenti e funzionari del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, la neo titolare dell’assessorato all’Ambiente, agricoltura e rifiuti del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi, assessora delegata dal Sindaco della Capitale.

Parole di apprezzamento del lavoro degli allevatori, “molto importante per la collettività, e di cui noi ci fidiamo”, nell’omelia del Cardinale Gambetti, ed un richiamo alla tutela del Creato, un patrimonio comune dell’essere cristiani ed oggi assurto a evidente preoccupazione di tutta la comunità mondiale, alle prese con i problemi dovuti al cambiamento climatico ed alla salute di tutti gli esseri viventi che abitano la Terra, uomini e animali accomunati, come la pandemia sta purtroppo dimostrando. Sant’Antonio, come San Francesco d’Assisi, sono grandi testimoni di Fede e del profondo legame che esiste tra tutte le creature e con la Natura in generale. “Va rinnovato un patto di alleanza con il Creato – ha detto tra l’altro Sua Eminenza Cardinale Gambetti – . Tutti concorriamo allo stesso bene. Ciò che serve è rispetto, cura, un amore ‘riversato’ senza strutture, ma riconoscendo una logica del dono valorizzando quanto Dio ci ha messo a disposizione. Siamo tutti ‘connessi’ in un’unica esperienza di vita, come ci ha ricordato Papa Francesco. Il Creato ci insegna, e noi a nostra volta abbiamo qualcosa da insegnare al Creato, come nel vostro caso fate con gli animali”.

“Il tema della sostenibilità è ormai acclarato come punto di interesse assoluto per tutti: a noi allevatori viene chiesto di migliorare sempre più il benessere degli animali in produzione zootecnica – dichiarano il presidente Roberto Nocentinied il direttore generale Mauro Donda – . L’occasione di celebrare ed onorare pubblicamente il nostro Santo Patrono, Sant’Antonio Abate, ci consente di lanciare alla collettività anche un messaggio di speranza e fiducia. Ribadiamo la garanzia della nostra professionalità nell’indicare al mondo allevatoriale le linee fondanti per applicare le migliori tecniche adatte a favorire una zootecnia eticamente responsabile, inserita in un sistema virtuoso nel quale uomini ed animali perseguono gli stessi obiettivi di salute e benessere”.

 

 

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