Protocollo d’azione per il miglioramento della gestione della risorsa idrica in periodo di crisi idrica nella risicoltura del Bacino del Po fra DoraBaltea e Adda-area Nord Ovest

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto il “Protocollo d’azione per il miglioramento della gestione della risorsa idrica in periodo di crisi idrica nella risicoltura del Bacino del Po fra DoraBaltea e Adda-area Nord Ovest” da parte di Associazione di Irrigazione Ovest Sesia, Confagricoltura Vercelli e Biella, Associazione Industrie Risiere Italiane, Coldiretti Vercelli-Biella, CIA Piemonte, Confagricoltura Novara-VCO, CIA Lombardia, Associazione di Irrigazione Est Sesia, Confagricoltura Pavia, ANBI Piemonte e Consorzio di Bonifica Baraggia Biellese e Vercellese.

“E’ il risultato – dice il Presidente Carrà – di una condivisione di un modello operativo di gestione dell’acqua sulla base delle criticità operative verificatesi nel corso della campagna 2022 in Piemonte e Lombardia e che i firmatari si impegnano ad attuare in risposta al perdurare della crisi idrica”. 

La tempestiva e continua comunicazione tra consorzi irrigui e agricoltori sulla reale disponibilità idrica per permettere agli agricoltori di adottare le scelte agronomiche più opportune, un controllo più accurato delle manutenzioni estive e invernali dei canali irrigui, la diffusione della sommersione invernale in risaia per rimpinguare la falda sotterranea, l’utilizzo di laghetti di cava nei maggiori momenti di crisi, la creazione di microinvasi sui corsi d’acqua, l’utilizzo dei dati Cedater e CedaterP per l’identificazione della reale disponibilità idrica, la sollecitazione a riprendere la semina in sommersione al fine di innescare l’equilibrio idraulico tra risaie e falda sotterranea, rappresentano alcuni dei punti contenuti nel protocollo sottoscritto.

“Il documento non è un libro dei sogni; – afferma Carrà – contiene poche ma indispensabili indicazioni operative di breve periodo che richiedono una corresponsabilità da parte di chi le deve attuare per il bene dell’intero sistema risicolo ed idrico. E’ positivo che sia iniziato anche un confronto politico tra le istituzioni per una futura progettualità che consenta di trattenere l’acqua quando c’è.”

I firmatari del presente protocollo convengono quanto segue:

  1. COMUNICAZIONE Comunicazione di primo livello:
  2. a)  Comunicazione tramite gruppi whatsapp e/o app volta a fornire da parte dei consorzi di irrigazione informazioni ai presidenti dei distretti e ai tenimenti isolati relativamente alle dotazioni irrigue giornaliere, in modo da segnalare tempestivamente le variazioni di portata.
  3. b)  Ad inizio stagione e in via preventiva, comunicazione da parte di Consorzi irrigui della disponibilità idrica generale così da consentire alle singole realtà produttive la possibilità di organizzare e programmare l’attività irrigua. La comunicazione dovrà essere seguita da un’attività informativa programmatica sul medio periodo in funzione dell’andamento o del variare della disponibilità idrica, organizzando incontri informativi a breve frequenza con i responsabili territoriali che possono coordinare la distribuzione della risorsa idrica a loro fornita dalle derivazioni principali ai consorziati.

Comunicazione di secondo livello:
attraverso il coinvolgimento dei Presidenti di Distretto, dei Segretari e dei rappresentanti dei Tenimenti isolati sarà attivata una comunicazione efficace e capillare a tutti gli associati attraverso whatsapp e/o app contenente i conseguenti comportamenti da attuare da parte dei singoli utenti:programmare ed attuare da parte dei consorzi irrigui e delle associazioni di categoria corsi di

formazione ai soggetti indicati al punto precedente, per l’attività di informazione delle azioni di comunicazione sopradescritte, i cui contenuti siano condivisi tra i consorzi stessi, le associazioni di categoria agricola, l’Ente Nazionale Risi e il Consorzio del Lago Maggiore, destinati agli utenti agricoltori ed al personale dei distretti al fine di una migliore gestione dell’acqua; implementazione delle informazioni circa la disponibilità dell’acqua sui siti web dei consorzi.

  1. CONTROLLI

In caso di scarsa disponibilità di acqua i consorzi irrigui devono procedere a verificare che all’interno dei distretti non vi siano porzioni di territorio soccombenti nella distribuzione dell’acqua per via di amministrazioni locali che adottano misure di sperequazione tra utenti o colture in atto.

  1. SOMMERSIONEPRIMAVERILEPRECOCE

Ritenendo necessario l’immissione di acqua nei canali consortili e privati il prima possibile, i consorzi si impegnano ad immettere l’acqua di irrigazione nei canali sopra indicati non appena disponibile al fine di rendere possibile l’utilizzo dell’acqua per la sommersione delle risaie sin dall’inizio della stagione irrigua in modo da favorire la pratica della semina in acqua.

Riequilibrare (almeno per alcune zone), attraverso riunioni zonali e assemblee allargate, la semina interrata e la semina in sommersione. Pervenute le informazioni CEDATER + CEDATERP, sulla base di dati oggettivi sarà possibile effettuare una pianificazione e valutare la determinazione di nuove azioni e procedure operative da attuare nella stagione imminente.

Qualora non fosse già prevista a livello statutario/regolamentare (vedi punto precedente) una percentuale di semina in asciutta rispetto alla tradizionale, i consorzi irrigui si impegnano, attraverso i distretti e i tenimenti, a definire attraverso modifiche regolamentari e/o disposizioni approvate da CDA/Assemblee le percentuali massime di semina in asciutta e a determinare le sanzioni per il mancato rispetto di tali disposizioni.

  1. CORRETTEPRATICHEAGRICOLE

E’ necessario che vi sia corrispondenza tra superficie irrigabile e domanda d’acqua e che vengano fornite indicazioni precise sui limiti temporali entro i quali eseguire le semine in sommersione e soprattutto in asciutta.

  1. SOMMERSIONEINVERNALE

Promuovere l’adesione da parte degli agricoltori alla pratica della sommersione invernale soprattutto nei territori più bibuli e ghiaiosi.

Prevedere che nella domanda d’acqua (presentata a gennaio) siano indicate le quote percentuali di semina a file interrate e semina tradizionale.

  1. MANUTENZIONEDELLARETEIRRIGUADISTRETTUALE

Nel rispetto dell’autonomia distrettuale e dei tenimenti isolati, le direzioni dei Consorzi si impegnano a proporre schemi di regolamento relativi alle modalità di manutenzione ordinaria della rete irrigua distrettuale sia nel periodo invernale sia nel periodo estivo.

Qualora la direzione generale dei Consorzi irrigui riscontrasse in modo diretto (anche attraverso l’uso di droni) o su apposita segnalazione una situazione di mancata manutenzione che inficia il corretto deflusso irriguo nel distretto di competenza del consorzio e/o in altri Distretti e/o tenimenti isolati, la stessa applicherà le sanzioni stabilite per la mancata manutenzione.

  1. ALTREAZIONI

Sensibilizzare la Regione Piemonte ad aumentare il premio per la semina in acqua previsto dalla misura ACA22 del PSR, attualmente previsto pari a 100,00 €/ha.

Rivedere le concessioni dai bacini idroelettrici, prevedendo misure automatiche di rilascio dell’acqua in caso di emergenza idrica.

Rimarcare il ruolo dei Consorzi rispetto all’attuale visione del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale considerando anche il protocollo già sottoscritto fra ANBI Nazionale e Dipartimento di Protezione Civile

Attuare da parte dei gestori dei bacini idroelettrici una gestione conservativa delle derivazioni – con inevitabili potenziali minori produzioni idroelettriche nei mesi invernali – per consentire di disporre nei mesi estivi di risorsa idrica sufficiente a garantire circa un mese di autonomia in assenza di eventi atmosferici significativi.

Relativamente al “Deflusso Minimo Vitale e Deflusso Minimo Ecologico” richiedere alle Regioni, alle provincie, alle città metropolitane e all’Autorità di Bacino del Fiume PO un regolamento di deroghe automatiche da applicare al verificarsi di condizioni climatiche tali da compromettere le coltivazioni in atto.

Per accumulare più acqua possibile durante le precipitazioni atmosferiche e poterla utilizzare durante la stagione irrigua si chiede la realizzazione di invasi in valli montane.

Si ritiene necessario creare micro-invasi su corsi d’acqua con aree di laminazione atte a favorire la ricarica delle falde (un esempio tangibile esiste presso il Consorzio di Bonifica Toscana Costa).

Si concorda di concentrare il sostegno di tutti gli attori del settore sul progetto di ampliamento della diga in Valsessera dato che ad oggi per i nostri territori risulta essere il progetto in fase più avanzata e, mitigando l’idroesigenza della Baraggia, potrà consentire il migliore utilizzo delle risorse idriche disponibili per gli altri territori risicoli.

Risulta necessario poter utilizzare i laghetti di cava attraverso il riempimento invernale dei laghetti che interferiscano con la falda, ottenendo così la nutrizione dell’acquifero sotterraneo e fungono da riserva per la rete irrigua in casi di emergenza, quindi realizzare opere e collegamenti alla rete, ove già non esistano, necessarie al loro riempimento.

E’ quanto mai imprescindibile la realizzazione di opere che consentano, ove possibile, di rimpinguare durante la stagione invernale gli invasi già esistenti sul territorio del quadrante del Piemonte orientale attraverso derivazioni temporanee dai corsi d’acqua esistenti.

L’utilizzo dei pozzi deve avvenire in modo adeguato ed armonico con lo stato della falda: occorre dunque scongiurare una proliferazione dei pozzi legata ad una logica emergenziale, senza chiara regolamentazione e reale studio di impatto degli stessi sulla falda.

Serve una regolamentazione dell’uso delle idrovore all’interno dei distretti e tenimenti isolati.

Occorre incentivare e sostenere il miglioramento genetico di varietà TEA (tecnologia di evoluzione assistita) ricercando varietà di colture a 360 gradi tali da sopportare meglio i periodi di siccità. Se ci sarà meno acqua, minore sarà la disponibilità indipendentemente dall’indirizzo colturale aziendale.

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