Commercio estero nazionale di suini e carni suine

Nel periodo gennaio-dicembre 2021 il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi ha complessivamente realizzato un saldo finale positivo e pari a +6,0 milioni di euro, dato che si conferma in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+314,7 milioni di euro) grazie alla crescita dell’export e al contemporaneo calo delle importazioni.

Crefis, Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole, fa notare che le esportazioni hanno raggiunto 2,095 miliardi di euro nel 2021, valore che ha registrato un incremento del +10,7% in termini tendenziali e a cui è corrisposto un quantitativo di 359 mila tonnellate (+10,0%); in aumento anche il valore medio unitario delle spedizioni nazionali (+0,6%). I prosciutti crudi disossati si con- fermano il prodotto maggiormente esportato grazie ad un valore di 820,8 milioni di euro, il quale è risultato in crescita del +15,1% rispetto all’anno prece- dente; in rialzo anche il corrispettivo vo- lume (+18,8%), che è stato pari a oltre 68 mila tonnellate, mentre il relativo valore medio unitario è diminuito del -3,2%, anche se resta uno dei più elevati tra quelli dei prodotti considerati (12,03 euro/kg). Altre voci merceologiche di rilievo sono le “salsicce e salami stagionati” (450,7 milioni di euro), le “mortadelle, wurstel, cotechini e altri salami cotti” (165,5 milioni di euro) e i prosciutti cotti (164,3 milioni di euro), tutti prodotti che hanno registrato un aumento rispetto all’anno precedente (+14,3%, +4,0% e +14,5% in valore, rispettivamente).

I principali paesi di destinazione delle spedizioni nazionali restano soprattutto Germania (368,6 milioni di euro) e Francia (323,6 milioni di euro) che, insieme, rappresentano un terzo delle esportazioni italiane in valore di suini, carni suine e salumi. Seguono, per importanza, Regno Unito (182,9 milioni di euro) e Stati Uniti (181,8 milioni di euro), mentre il confronto tendenziale conferma un incremento dell’export verso la maggior parte dei mercati considerati. In particolare, si segnalano le variazioni di Stati Uniti (+46,3%) e Cina (+21,9%); ancora in calo, invece, il mercato britannico (-3,1%).

Dal lato delle importazioni, nel 2021 queste sono state pari a 2,089 miliardi di euro, in flessione del -5,1% in termini tendenziali e corrispondenti ad un volume di 1,1 milioni di tonnellate (+10,2%) andamento che ha anch’esso contribuito all’elevato miglioramento del saldo commerciale in valore. Le cosce suine fresche, il prodotto maggiormente acquistato dall’Italia all’estero, hanno raggiunto un valore di 930,8 milioni di euro, per un incremento del +6,4% rispetto all’anno precedente; andamento positivo anche per il quantitativo importato (+20,1%), il quale si è fermato a 582 mila tonnellate, mentre il relativo valore medio unitario è diminuito del -11,4%.

La quasi totalità degli acquisti nazionali è avvenuta sul mercato comunitario, con la Germania che ha rappresentato il 35,0% delle importazioni italiane in valore, grazie ad un dato di 731,4 milioni di euro. Seguono, ad un livello nettamente inferiore, i Paesi Bassi (324,1 milioni di euro), la Spagna (298,9 milioni di euro) e la Danimarca (274,2 milioni di euro). In termini tendenziali, la maggior parte dei paesi si è mostrata in diminuzione ri- spetto al 2020, fatta eccezione per alcuni tra cui Germania (+1,4% in valore), Paesi Bassi (+0,6%) e Danimarca (+31,5%).

Per quanto riguarda l’acquisto all’estero di suini vivi, nel periodo gennaio – dicembre esso è stato pari a 1,02 milioni di capi, numero che ha registrato un decremento del -17,6% rispetto all’anno precedente. I suinetti rappresentano circa la metà dei capi importati e confermano anch’essi un andamento tendenziale negativo (-20,0%).

Considerando il solo mese di dicembre il saldo finale del commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi è risultato pari a quasi +9 milioni di euro, dato in peggioramento sia rispetto al mese precedente (-5,2 milioni di euro), sia rispetto a dicembre dello scorso anno (-6,8 milioni di euro).

Le esportazioni mensili sono risultate pari a 187,2 milioni di euro, valore in aumento in termini tendenziali (+9,1%) e a cui è corrisposto un volume inviato all’estero di 29 mila tonnellate (+6,2%); in crescita anche il relativo valore medio unitario (+2,8%). Le importazioni sono, invece, state caratterizzate da un volume di 103 mila tonnellate (+20,3% su base annua) e per un valore corrispondente di 178,3 milioni di euro (+14,4%); ancora in decremento il relativo valore medio unitario (-4,9%).

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