Politiche agricole

A Vision for Agriculture and Food

“La riserva agricola” da 450 milioni all’anno della Pac non è sufficiente per far fronte a tutti i danni subiti nell’ultimo anno a causa degli eventi climatici estremi.E’ importante introdurre schemi assicurativi per gli agricoltori contro il cambiamento climatico – ha detto il commissario Ue all’Agricoltura, Christophe Hansen – attraverso la Bei abbiamo bisogno di programmi assicurativi sul campo, simili alle polizze auto, anche per le gravi minacce alla produzione agricola. In alcuni Paesi funzionano già abbastanza bene, in altri meno”.

Nel secondo pacchetto di semplificazione sulla Pac atteso in primavera la Commissione europea prenderà in considerazione “anche i pagamenti forfettari per ridurre significativamente gli oneri burocratici per le piccole aziende agricole” ha annunciato. Il commissario  ha poi confermato l’intenzione di sospendere la verifica della performance, ovvero un sistema di controllo annuale introdotto con l’attuale Pac per verificare se i pagamenti sono in linea con i piani di spesa nazionali. 

“Il cambio di passo dell’Ue nei confronti dell’agricoltura è notevole: il settore primario e la figura dell’agricoltore sono al centro di una nuova visione lontana dalle ideologie che in questi anni hanno fatto perdere competitività all’Europa. Esprimiamo apprezzamento al commissario Hansen e garantiamo il nostro sostegno in questa direzione – commenta il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – Ovviamente la nuova linea politica europea va sostenuta con risorse adeguate ad affrontare queste sfide e a raggiungere, grazie anche all’agricoltura, l’obiettivo Ue di neutralità climatica entro il 2050. La nuova Pac dovrà mantenere la sua fisionomia europea con un nuovo equilibrio tra la salvaguardia delle piccole imprese e la spinta propulsiva delle aziende agricole che operano sui mercati internazionali”.
Nel paper sul futuro dell’agricoltura Ue del commissario Christophe Hansen c’è la risposta alle richieste, avanzate da tempo all’Europa, rispetto a Pac e semplificazione, reddito equo e sostenibilità, lotta alle fitopatie e gestione del rischio, reciprocità e trasparenza, fino al rilancio delle aree interne, al ricambio generazionale e alla previsione di una strategia di resilienza idrica. Positivo, dunque, il giudizio di Cia-Agricoltori Italiani che trova innegabile il cambio di passo narrativo, una svolta importante se confermata dai fatti.  “C’è tutto e anche più di quello che ci si poteva aspettare -commenta il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Il documento di visione per il sistema agroalimentare Ue da qui al 2040, presentato oggi, interpreta finalmente i nostri input per ridare vero protagonismo all’agricoltura, da incentivare, sostenere, difendere e non da mistificare e penalizzare come accaduto fino a ora. L’impresa sarà ardua sia sotto il profilo politico che sul fronte della riorganizzazione delle risorse -aggiunge-, monitoreremo roadmap e azioni, da Bruxelles a Roma, perché questa sia la volta buona”.

Dalla Commissione Ue arriva un importante cambio di passo, con una visione dell’agricoltura europea non più condizionata dall’ideologia, ma occorre garantire l’autonomia del bilancio della Pac se vogliamo davvero salvaguardare il futuro della produzione alimentare nell’Unione. E’ la posizione di Coldiretti e Filiera Italia in merito alla presentazione del documento da parte dell’esecutivo con le linee guida per lo sviluppo del settore. Finalmente la Commissione smette di fare pura ideologia e riconosce come fondamentali alcuni obiettivi portati avanti dalla Coldiretti con le mobilitazioni a Bruxelles quali sostegno al reddito dei veri agricoltori a partire dai più giovani, obbligono dell’origine in etichetta con indicazione del Paese, reciprocità negli accordi commerciali, controlli più efficaci alle frontiere europee, potenziamento del contrasto alle pratiche sleali, rilancio dell’importanza delle produzioni zootecniche e di modelli di economia circolare anche attraverso il digestato , e per la prima volta seppur ancora in maniera generica,  il tema allarmante del consumo crescente di cibi ultraformulati e non naturali. Inoltre, come più volte richiesto da Coldiretti e Filiera Italia, assicurare un utilizzo sostenibile di agrofarmaci senza restrizioni in assenza di alternative. Allo stesso tempo, significativo anche il passaggio sulle Tea.

Nella piena consapevolezza che si tratti di un mero atto di indirizzo politico, al quale dovranno far seguito proposte normative concrete e operative, prendiamo atto con soddisfazione degli orientamenti della Commissione Europea per delineare il futuro del primario comunitario e gettare le basi della PAC post 2027, attraverso obiettivi che per buona parte condividiamo pienamente -sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista– la grande attenzione riservata alla redditività dell’agricoltura, valorizzando tutte le possibili fonti di diversificazione del reddito, a partire dalla bioeconomia, nonché i fondamentali richiami al ricambio generazionale, all’educazione alimentare e alla necessità di puntare con sempre maggiore determinazione sulla ricerca e sull’innovazione applicata al settore rappresentano temi sui quali è da tempo alta l’attenzione della Copagri e che, quindi, non possono che trovare il nostro pieno favore”.

Vogliamo esprimere soddisfazione per quanto presentato  dal Vicepresidente esecutivo della Commissione UE, Raffaele Fitto, e dal Commissario UE all’Agricoltura e all’Alimentazione, Christophe Hansen, sottolinea il ministro Lollobrigida – riguardo alla nuova visione della politica agricola per l’Unione Europea. Si tratta di un vero e proprio cambio di rotta, netto e radicale, rispetto alle strategie degli ultimi cinque anni, che rincorrevano visioni ideologiche che appiattivano il Green Deal su una presunta tutela dell’ambiente, tutta a carico del sistema produttivo, con gravi criticità, soprattutto nel mondo agricolo.

Un lavoro che mette nero su bianco l’impegno che in questi due anni e mezzo l’Italia ha messo in campo, diventando protagonista nella conferenza dei Ministri UE, l’Agrifish, e con il prezioso lavoro della Presidente Meloni nel richiamare l’Unione Europea a un atteggiamento coerente con quanto certificato nei Trattati fondativi di Roma.

Dal documento presentato apprendiamo che la visione promossa dall’Italia ha finalmente trovato condivisione in quella della Commissione, superando l’ideologia Green dell’allora Vicepresidente Timmermans, che ha portato a gravi problemi ed a mobilitazioni per il mondo agricolo.

Le tematiche che abbiamo affrontato in questi anni trovano finalmente spazio in questa nuova visione: dalla sovranità alimentare europea, considerata essenziale e non negoziabile, alla valorizzazione delle produzioni locali, fino al riconoscimento del ruolo centrale di agricoltori e pescatori. Quando in passato abbiamo sollevato questi temi, sia in Italia che in Europa, non sono mai mancate critiche e scetticismi. Oggi, la nostra visione non solo è diventata realtà, ma ha conquistato un ruolo centrale nel futuro dell’Europa. Un passo fondamentale per garantire un ricambio generazionale che consenta ai giovani di proseguire o avviare nuove imprese, ritrovando la speranza di un futuro nell’agricoltura.

Come Governo italiano, abbiamo dimostrato con i fatti, attraverso lo stanziamento di ingenti risorse — oltre 11 miliardi di euro —, con norme a tutela delle filiere e un’assidua azione diplomatica, di voler restituire centralità al mondo agricolo. Tante delle nostre battaglie hanno trovato casa in questo nuovo approccio: dalla semplificazione delle normative per ridurre il carico burocratico, alla riduzione degli oneri per gli agricoltori, al contrasto delle pratiche sleali, all’applicazione del principio di reciprocità e di standard più severi per i pesticidi e la sicurezza alimentare negli scambi con Paesi terzi.

Tornare alle “radici”, ripristinando il legame tra cibo, territorio, stagionalità, culture e tradizioni locali, è solo il primo passo.

Ora però è il tempo di agire concretamente per applicare questa nuova visione. Dalla riforma della Politica Agricola Comune, alle regole sulle importazioni, ai trattati internazionali e a tanto altro, è tempo di passare ai fatti. Come Italia, non solo saremo disponibili a lavorare insieme, ma saremo, come fatto in questi ultimi anni, un’Italia contributrice attiva di idee nella politica europea e non più solo in termini economici. Lo faremo in ogni consesso nazionale e internazionale, ma lo ribadiremo il 25 marzo, in occasione dell’anniversario dei trattati di Roma, con la visita del Commissario Hansen in Italia. Durante le manifestazioni, rimetteremo l’agricoltura, in tutte le sue diverse declinazioni — protezione dell’ambiente, solidarietà, produzione di cibo, creazione di lavoro, identità e molto altro — al centro. Lo faremo insieme al mondo associativo delle rappresentanze agricole e dei lavoratori del settore, delle grandi imprese, dimostrando che il Sistema Italia ha agito all’unisono, riuscendo a modificare e riportare nella giusta direzione il modello di sviluppo europeo.

Sono certo che con Raffaele Fitto e Christophe Hansen, che ringrazio per il lavoro svolto in meno di 100 giorni, sarà una priorità assoluta fare in modo che questo epocale cambio di paradigma si traduca presto in azioni concrete ed immediate per dare nuova forza agli agricoltori italiani ed europei.

 L’on. Herbert Dorfmann, capogruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) in Commissione Agricoltura, commenta positivamente il documento, definendolo una tappa fondamentale verso un’agricoltura più moderna, sostenibile e capace di attrarre le nuove generazioni. “La direzione tracciata dalla Commissione – ha dichiarato Dorfmann – è ambiziosa e guarda con coraggio alla necessità di innovare, investendo in tecnologie digitali e soluzioni ecologicamente responsabili, riducendo la burocrazia e prevedendo una più equa ripartizione del valore lungo la filiera. Tuttavia, per dare concretezza a questa visione, sono indispensabili risorse adeguate e procedure rapide. Bisogna inoltre fissare tempistiche chiare, così che gli agricoltori possano pianificare i loro investimenti e sapere esattamente in che modo potranno usufruire dei fondi europei”.

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