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Mercato dei suini

Nel mese di luglio la reddittività degli allevatoriitaliani di suini è tornata a crescere: +3,0% rispetto al mese precedente. Tale andamento è da ricercare nel calo di prezzo subìto dalle materie prime utilizzate per l’alimentazione e al contemporaneo aumento dei prezzi dei suini da macello pesanti. L’attuale livello risulta, inoltre, inferiore del -5,0% rispetto a quello dello scorso anno.
Al contrario di quanto avvenuto per gli allevatori i macellatori, a causa dell’aumento di prezzo dei suini da macello pesanti, hanno visto diminuire, in luglio, la propria reddittività del -1,2% rispetto al mese precedente. L’attuale livello è risultato, inoltre, inferiore del 0,5% rispetto a quello di luglio 2018.
Nell’ultimo mese, in termini congiunturali, la reddittività dei produttori di prosciutti DOP è diminuita del – 0,6% per il prosciutto di Parma leggero e del -0,7% per quello pesante; in aumento, invece, la reddittività delle produzioni non tipiche. Negativo il confronto rispetto allo scorso anno sia per le produzioni DOP che non, ad eccezione del prosciutto non tipico pesante.
In luglio il differenziale di reddittività tra i produttori di prosciutti per il circuito DOP e quello tradizionale è tor nata ad essere a favore dei secondi per entrambe le tipologie di peso.
Per quanto riguarda i prezzi, in luglio sono aumentate le quotazioni degli animali da macello destinati sia al circuito tutelato che tradizionale, mentre sono diminuiti i prezzi dei suini da allevamento. Stabili i prezzi dei prosciutti stagionati.
Nel periodo gennaio-aprile 2019il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine e salumi ha complessivamente realizzato un saldo finale negativo pari a -179,2 milioni di euro, dato in miglioramento di 28,8 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale risultato è stato determinato da un aumento dei valori esportati a cui si è accompagnata una contrazione delle importazioni nazionali del comparto.
In luglio i prezzi dei suini sono diminuiti in quasi tutti i principali mercati europei, mantenendosi comunque su livelli superiori rispetto a quelli dello scorso anno.  In Germaniala quotazione per il suino leggero a peso morto è diminuita del – 3,5% rispetto al mese precedente, fermandosi a 1,700 euro/kg. Positiva la variazione congiunturale pari al +24,6%.  Sul mercato danese il prezzo dei suini a peso morto è, invece, sceso a 1,527 euro/kg, in calo del -2,6% rispetto a giugno. Anche in questo caso il differenziale rispetto allo scorso anno è stato positivo e pari al +36,3%. Tale piazza rappresenta, inoltre, quella con il dato più basso tra i mercati che quotano suini a peso morto. In diminuzione, su base congiunturale, anche il prezzo a peso morto deisuini polacchi (-1,9%), ora scambiati a 1,714 euro/kg (dato calcolato senza l’ultima settimana di quotazione). L’attuale prezzo è risultato comunque maggiore del +22,8% rispetto a quello dello scorso anno. La Franciarappresenta l’unico mercato, tra quelli che quotano suini a peso morto, a far registrare una variazione congiunturale positiva (+1,8%), con il relativo prezzo salito a 1,545 euro/kg; positiva anche la variazione tendenziale (+26,6%). Per quanto riguarda i mercati che quotano animali a peso vivo la Spagna è l’unico mercato a far segnare un aumento del prezzo, il quale ha raggiunto gli 1,456 euro/kg (+0,4% su base mensile); positiva anche la variazione rispetto a luglio 2018 (+17,0%). In diminuzione, invece, il prezzo a peso vivo del suino in Belgio (-5,2% rispetto al mese precedente), che si conferma il mercato con il prezzo più basso, pari a 1,180 euro/kg; positiva la variazione tendenziale (+22,9%).  In caloanche il prezzo dei suini a peso vivo nei Paesi Bassi (-1,8% in termini congiunturali), ora pari a 1,350 euro/kg. Positivo il differenziale rispetto allo scorso anno, pari al +24,4%.

 

 

 

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