Commercio estero nazionale di suini e carni suine

 

Nel periodo gennaio-marzo 2021 il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi ha complessivamente realizzato un saldo finale pari a -34,8 milioni di euro, dato in miglioramento di ben 196 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie al forte calo delle importazioni del comparto.

Le esportazioni hanno raggiunto i 470,2 milioni di euro nei primi tre mesi dell’anno, valore che ha registrato un incremento del +3,4% in termini tendenziali e a cui è corrisposto un quantitativo di quasi 88 mila tonnellate (+13,0%); in flessione, invece, il valore medio unitario delle spedizioni nazionali (-8,6%). I prosciutti crudi disossati si confermano il prodotto maggiormente esportato grazie ad un valore di 173,4 milioni di euro, il quale è risultato in crescita del +1,4% rispetto al periodo gennaio-marzo 2020; in rialzo anche il corrispettivo volume (+1,9%), che è stato pari a 14,3 mila tonnellate, mentre il relativo valore medio unitario è diminuito del -0,5% e resta uno dei più elevati tra quelli dei prodotti considerati (12,12 euro/kg). Altre voci merceologiche di rilievo sono le “salsicce e salami stagionati” (95,4 milioni di euro) e le “mortadelle, wurstel, cotechini e altri salami cotti” (39,2 milioni di euro), prodotti che hanno entrambi registrato un aumento rispetto all’anno precedente (+11,8% e +0,3% in valore, rispettiva- mente). Significativo anche l’export dei prosciutti cotti (35,8 milioni di euro nei primi tre mesi del 2021), che è cresciuto del +2,8% rispetto all’anno precedente.

I principali paesi di destinazione delle spedizioni nazionali restano Germania (86,8 milioni di euro) e Francia (68,9 milioni di euro), seguiti da Regno Unito (34,7 milioni di euro) e Stati Uniti (33,6 milioni di euro). Il confronto tendenziale ha evidenziato un incremento dell’export verso la maggior parte dei mercati considerati; in particolare, si segnalano le variazioni di Germania (+3,7% in valore) e Stati Uniti (+6,9%). In calo, invece, la Francia (-7,5%) e il mercato britannico (- 16,1%).

Dal lato delle importazioni, nel periodo gennaio – marzo queste sono state pari a 505,1 milioni di euro, in flessione del – 26,4% in termini tendenziali e corrispon- denti ad un volume di 269 mila tonnella- te (-1,0%). Le cosce suine fresche, il pro- dotto maggiormente acquistato dall’Italia all’estero, hanno raggiunto un valore di 230,5 milioni di euro, per un decremento del -21,9% rispetto allo stesso periodo del 2020; andamento positivo, invece, per il quantitativo importato (+4,7%), il quale si è fermato a 139 mila tonnellate circa, mentre il relativo valore medio unitario è diminuito del -25,4%.

La quasi totalità degli acquisti nazionali è avvenuta sul mercato comunitario, con la Germania che ha rappresentato il 38,3% delle importazioni italiane in valore con un dato di 193,3 milioni di euro. Seguono, nettamente ad un livello inferiore, la Danimarca (77,8 milioni di euro) e i Paesi Bassi (72,2 milioni di euro), mentre la Spagna resta in quarta posizione (58,7 milioni di euro). In termini tendenziali, la quasi totalità dei paesi si è mostrata in diminuzione rispetto ai primi tre mesi del 2020, tra cui Germania (-8,3% in valore), Spagna (-58,4%) e Paesi Bassi (- 33,9%); fa eccezione il mercato danese, cresciuto del +18,2%.

Per quanto riguarda l’acquisto all’estero di suini vivi, nel periodo gennaio – marzo esso è stato pari a 255 mila capi, numero che conferma il trend in diminuzione rispetto all’anno precedente (- 8,6%). I suinetti restano l’unica categoria di animali, tra quelle considerate, a mostrare un andamento tendenziale positivo (+15,9%) e costituendo oltre la metà dei capi importati.

Considerando il solo mese di marzo 2021, il saldo finale del commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi è risultato negativo e pari a -9,6 milioni di euro, dato in miglioramento sia rispetto al mese precedente (+7,4 milioni di euro), sia rispetto a marzo dello scorso anno (+34,4 milioni di euro).

Le esportazioni mensili sono risultate pari a 184,0 milioni di euro, valore in aumento in termini tendenziali (+13,8%) e a cui è corrisposto un volume inviato all’estero di 34 mila tonnellate (+27,0%); in calo il relativo valore medio unitario (- 10,3%). Le importazioni sono, invece, state caratterizzate da un volume di quasi 94 mila tonnellate (+17,6% su base annua) e per un valore corrispondente di 193,7 milioni di euro (-5,8%); in netto ribasso il relativo valore medio unitario (- 19,9%).

 

 

 

Condividi