Commercio estero nazionale di suini e carni suine

Nel periodo gennaio-settembre 2022 il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi ha complessivamente realizzato un saldo finale pari a -287,9 milioni di euro, dato che è risultato in peggioramento di quasi 264 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa della netta crescita dell’import.

Gli indici Crefis segnalano che nei primi nove mesi del 2022, le esportazioni hanno raggiunto gli 1,61 miliardi di euro, valore che ha registrato un incremento del +3,2% in termini tendenziali e a cui è corrisposto un quantitativo di 250 mila tonnellate (-8,2%); in aumento il valore medio unitario delle spedizioni nazionali (+12,3%). I prosciutti crudi disossati si confermano il prodotto maggiormente esportato grazie ad un valore di 647,2 milioni di euro, il quale è risulta- to in crescita del +9,5% rispetto all’anno precedente; in rialzo anche il corrispettivo volume (+5,3%), che è stato pari a 52 mila tonnellate circa, mentre il relativo valore medio unitario è aumentato del +4,0%, restando uno dei più elevati tra quelli dei prodotti considerati (12,53 euro/kg). Altre voci merceologiche di rilievo sono le “salsicce e salami stagionati” (359,6 milioni di euro) e i prosciutti cotti (133,6 milioni di euro), prodotti che hanno registrato tutti un aumento ri- spetto all’anno precedente (+9,0% e +8,6% in valore, rispettivamente); significativi anche gli invii di “mortadelle, wurstel, cotechini e altri salami cotti” (129,5 milioni di euro), anch’essi in rialzo su base annua (+4,2%).

Per i principali paesi di destinazione delle spedizioni nazionali, nei primi nove mesi del 2022 la Francia si conferma in prima posizione grazie ad un valore di 275,2 milioni di euro, a fronte di un dato tedesco di 272,3 milioni di euro; i due mercati, insieme, rappresentano inoltre un terzo delle esportazioni italiane in valore di suini, carni suine e salumi. Seguono, per importanza, Stati Uniti (163,7 milioni di euro) e Regno Unito (140,3 milioni di euro), mentre il confronto tendenziale conferma un incremento dell’export verso la maggior parte dei mercati considerati. In particolare, si segnalano le variazioni di Stati Uniti (+25,4% in valore) e Francia (+15,4%); ancora in calo, invece, il mercato tedesco (-1,2%).

Dal lato delle importazioni, nel periodo gennaio-settembre 2022 queste sono state pari a 1,89 miliardi di euro, in crescita del +19,8% in termini tendenziali e corrispondenti ad un volume di 840 mila tonnellate (+4,3%). Le cosce suine fresche, il prodotto maggiormente acquistato dall’Italia all’estero, hanno raggiunto un valore di 815,6 milioni di euro, dato in aumento del +19,7% rispetto all’anno precedente; andamento positivo anche per il quantitativo importato (+3,1%), il quale è stato di 420 mila tonnellate, mentre il relativo valore medio unitario è cresciuto del +16,0%.

La quasi totalità degli acquisti nazionali è avvenuta sul mercato comunitario, con la Germania che ha rappresentato un terzo circa delle importazioni italiane in valore, grazie ad un dato di 576,3 milioni di euro. Seguono, per importanza, i Paesi Bassi (321,7 milioni di euro), la Spagna (314,5 milioni di euro) e la Danimarca (257,3 milioni di euro). In termini tendenziali, la maggior parte dei paesi si è mostrata in crescita rispetto ai primi nove mesi del 2021, con gli incrementi più significativi a carico di Paesi Bassi (+36,5% in valore), Spagna (+41,7%) e Danimarca (+25,6).

Per quanto riguarda l’acquisto all’estero di suini vivi, nel periodo gennaio – settembre esso è stato pari a quasi 977 mila capi, numero che ha registrato un incremento del +13,1% rispetto allo stes- so periodo dell’anno precedente. I suinetti hanno rappresentato oltre un terzo dei capi importati e hanno evidenziato un andamento tendenziale positivo pari al +0,7%.

Considerando il solo mese di settembre 2022, il saldo finale del commercio este- ro dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi è risultato pari a -48,7 milioni di euro, dato in peggioramento sia rispetto al mese precedente (-27,8 milioni di euro), sia rispetto a settembre 2021 (-50,2 milioni di euro).

Le esportazioni mensili sono risultate pari a 200,9 milioni di euro, valore in aumento del +12,0% in termini tendenziali e a cui è corrisposto un volume inviato all’estero di 30 mila tonnellate (+4,0%); in crescita anche il relativo valore medio unitario (+7,7%). Le importazioni sono, invece, state caratterizzate da un volume di 92 mila tonnellate (-7,5% su base annua) e per un valore corrispondente di 249,6 milioni di euro (+40,3%); in netto aumento il relativo valore medio unitario (+51,7%).

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