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Atto vandalico contro le TEA in vigna in Valpolicella. Ennesimo affronto alla ricerca

Un vile atto vandalico ha colpito il vigneto sperimentale dell’Università di Verona a San Floriano Valpolicella, dove sono state distrutte cinque piante di vite in fase di sperimentazione TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), fondamentali per ottenere varietà più forti e resistenti, in questo caso contro la peronospora, che minaccia molti viticoltori italiani.

“Un attacco che danneggia tutto il mondo agricolo. La nostra solidarietà ai ricercatori, certo che continueranno con passione e competenza il loro lavoro. Se qualcuno teme l’innovazione, noi proseguiremo su questa strada per dare alla nostra agricoltura sempre più forza e strumenti per affrontare ogni criticità”. È quanto dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

L’atto vandalico che ha colpito un vigneto sperimentale nella Valpolicella dimostra che purtroppo che c’è ancora troppa ignoranza sulle Tecniche di Evoluzione Assistita e sulla loro importanza per il futuro dell’agricoltura italiana, soprattutto da parte di chi continua ad accomunarle immotivatamente agli Ogm. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la distruzione da parte di anonimi di cinque piante di vite in fase di sperimentazione Tea nel campo sperimentale dell’Università di Verona a San Floriano Valpolicella, curate dal team di genetica agraria coordinato dai professori Mario Pezzotti e Sara Zenoni, ai quali va la solidarietà dell’organizzazione. Le Tecniche di Evoluzione Assistita sono  soluzioni per il miglioramento genetico che permetteranno di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, nel rispetto della biodiversità e della distintività dell’agricoltura italiana ed europea. Non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm poiché non implicano l’inserimento di Dna estraneo alla pianta e permettono di riprodurre in maniera precisa e mirata i risultati dei meccanismi alla base dell’evoluzione biologica naturale. Nel campo del vino potrebbero contribuire, ad esempio, a ridurre gli attacchi della peronospora che negli ultimi hanno falcidiato la produzione tricolore. Proprio sulle Tea Coldiretti ha siglato tre anni fa un accordo con la Siga (Società Italiana di Genetica Agraria) che punta a tutelare la biodiversità e far tornare gli agricoltori protagonisti di una ricerca pubblica nazionale, in grado di sviluppare soluzioni su misura e renderle disponibili a tutti i produttori.

“A pochi mesi di distanza dal grave episodio verificatosi nel pavese, dove era stato distrutto un campo sperimentale di riso resistente al brusone ottenuto con le Tecniche di Evoluzione Assistita-TEA, un nuovo atto vandalico torna a funestare la ricerca e l’innovazione applicata all’agricoltura, richiamando i più bui periodi oscurantisti della storia”. Lo afferma il presidente della Copagri Tommaso Battista, condannando fermamente quanto accaduto nel campo sperimentale dell’Università di Verona.

“Ad andare distrutte, questa volta, sono state ben cinque piante di vite, ottenute sempre in via sperimentale grazie al fondamentale via libera alle prove in campo delle TEA, che avrebbero permesso di ottenere varietà in grado di meglio rispondere a numerose problematiche di carattere fitosanitario, fra cui la famigerata peronospora, che nell’ultima annata ha rischiato di compromettere in maniera significativa la produzione enologica italiana, vero e proprio fiore all’occhiello dell’agroalimentare nazionale”, prosegue Battista.

“Puntare sul miglioramento genetico, infatti, non solo aiuterà l’agricoltura ad aumentare la resistenza contro i vari parassiti, ma consentirà anche al genoma delle piante di adattarsi con minore stress ai sempre più frequenti effetti del climate change, contribuendo al contempo a mantenere, o in alcuni casi addirittura a incrementare, la produttività e la resa dei vegetali, anche in situazioni sfavorevoli”, continua il presidente.

“Per queste ragioni e davanti a fatti di tale gravità, che riteniamo spiegabili solo con la mancanza delle adeguate conoscenze in merito a cosa si sta cercando di fare, condividiamo pienamente la proposta avanzata dal presidente della Commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo di lavorare per eliminare l’obbligo di geolocalizzare i terreni destinati alla sperimentazione delle TEA”, aggiunge Battista.

“Ricordiamo per l’ennesima volta, qualora ve ne fosse ancora la necessità, che le TEA non hanno nulla a che spartire con i ‘vecchi OGM’, in quanto non prevedono l’inserimento di geni estranei alla pianta, ma si limitano ad accelerare processi di selezione genetica che già avvengono in natura”, rimarca il presidente.

Confagricoltura condanna gli atti vandalici ai danni del vigneto sperimentale dell’Università di Verona, a San Floriano in Valpolicella. La sua piantumazione, avvenuta lo scorso 30 settembre, era stata acclamata dalla Confederazione che da sempre sostiene fermamente l’importanza delle TEA – tecniche di evoluzione assistita – e delle sperimentazioni in campo, come quella di riso resistente al Brusone, in Lomellina, presso un’azienda associata.

Palazzo della Valle esprime solidarietà al gruppo di genetica agraria, coordinato da Mario Pezzotti e Sara Zenoni del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, e coglie l’occasione per affermare, ancora una volta, che la ricerca sulla genetica vegetale è una via sicura e sostenibile per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e le fitopatie, e per potenziare la produttività dell’agricoltura italiana tutelando l’ambiente e l’uomo.

Di fronte al reiterarsi di questi atti spregevoli, verificatisi per l’appunto anche in Lomellina, la Confederazione chiede al Ministero dell’Ambiente di valutare l’effettiva opportunità di rendere pubblica la geolocalizzazione delle sperimentazioni in campo.                                                                                 

A fronte del gravissimo atto vandalico che ha portato alla completa distruzione in Valpolicella del vigneto in cui i ricercatori dell’Università di Verona sperimentavano la coltivazione di piante di Chardonnay resistenti alla peronospora con tecniche TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) – non OGM -, l’Università Statale di Milano esprime piena solidarietà agli scienziati e alla comunità dell’Università di Verona, ribadendo la ferma condanna per questo tipo di azioni violente e incivili che, distruggendo il lavoro portato avanti da anni dai ricercatori, privano la collettività dei benefici derivanti da coltivazioni maggiormente sostenibili e più resistenti alle malattie

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