L’Onu chiede lo sblocco dei principali porti marittimi ucraini per l’export del grano

Il World Food Programme delle Nazioni Unite ha chiesto lo sblocco del porto di Odessa per consentire l’esportazione del grano stoccato nei magazzini. “I silos di grano ucraini sono pieni – si legge in una nota – allo stesso tempo, 44 milioni di persone nel mondo stanno marciando verso l’inedia”. A Odessa, spiega l’Onu, ci sono montagne di grano che rischiano di andare sprecate. L’Ucraina è uno dei principali produttori mondiali di cereali e dalle sue forniture dipendono gli approvvigionamenti di numerosi Paesi in via di sviluppo che, hanno avvertito l’Onu e altre organizzazioni internazionali, rischiano una grave crisi alimentare a causa del prolungarsi del conflitto con Mosca.
“I porti nella zona di Odessa, nel sud dell’Ucraina, devono essere riaperti con urgenza per evitare che la crisi globale della fame sfugga al controllo”, si legge sul sito istituzionale del Programma alimentare mondiale (Pam ) dell’Onu .”I silos di grano dell’ Ucraina sono pieni. I porti sul Mar Nero sono bloccati, lasciando milioni di tonnellate di grano intrappolate in silos a terra o su navi che non possono muoversi”.In precedenza la Fao aveva affermato che 25 milioni di tonnellate di grano sono bloccate in Ucraina. “Al momento, i silos di grano dell’Ucraina sono pieni. Al contempo però 44 milioni di persone nel mondo si avviano verso la carestia. Dobbiamo aprire questi porti perché gli alimenti possano uscire dall’Ucraina”, ha dichiarato il direttore esecutivo del Wfp, David Beasley, in un comunicato.
“I paesi importatori di prodotti agricoli dall’Ucraina, in particolare il Medio Oriente e l’Africa, non potranno fare a meno delle nostre esportazioni, che non possono essere concretamente sostituite da forniture dalla Russia o da qualsiasi altro Paese”. Lo ha affermato il viceministro ucraino della Politica agraria e dell’alimentazione Taras Vysotsky sul canale televisivo Ukraine24. Secondo Vysotsky, il blocco da parte delle navi da guerra russe dei principali porti marittimi ucraini di Odessa e Mykolayiv e del Mar Nero ha portato a un calo delle esportazioni di prodotti agricoli dall’Ucraina al 15-20%. Ha anche portato ad aumenti significativi e carenze fisiche in tutto il mondo, specialmente in Medio Oriente e Nord Africa. Se la situazione con la guerra e il blocco dei porti durerà, ad esempio, fino a sei mesi, i paesi di queste regioni in linea di principio non avranno grano. E questo significa carestia”.

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