La Popillia minaccia le coltivazioni del Nord Piemonte

“Stiamo ricevendo dalle nostre sedi territoriali, in particolare delle province di Novara, Vercelli e Torino, segnalazioni di un forte aumento degli attacchi di Popillia – afferma Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte – in particolare su vite e piccoli frutti, ma più in generale su tutte le colture agrarie. I danni sono rilevanti e si aggiungono all’emergenza siccità; per questo è necessario un piano straordinario di interventi”.

La Popillia japonica  si sta diffondendo progressivamente in Piemonte almeno dal 2015. Si tratta di un insetto nocivo: è un coleottero scarabeide che vive parte della sua vita allo stadio di larva o pupa nel terreno (da luglio/agosto a fine maggio dell’anno successivo), soprattutto nei prati irrigui e in altre colture irrigue nutrendosi delle radici. Da inizio giugno fino a fine agosto è presente l’adulto, che si nutre di numerose specie di piante, tra cui alberi da frutto, vite, nocciolo, piccoli frutti, mais, soia, piante ortive e ornamentali (es. melanzana, basilico, rosa, glicine), essenze forestali e specie selvatiche (per esempio tiglio, betulla, olmo, rovo, ortica). Ha un comportamento gregario e quindi gli adulti possono essere presenti in gran numero su una o più piante vicine, provocando estese erosioni a carico di foglie, fiori e frutti in maturazione. “Nel pieno dell’infestazione – chiarisce Marco Boggetti, responsabile dell’area tecnica ambiente di Confagricoltura Piemonte –  sono sufficienti poche ore per defogliare, per esempio, un vigneto o un impianto di piccoli frutti e comprometterne la produttività”.

Per la difesa delle produzioni è possibile effettuare trattamenti con prodotti fitosanitari, ma molto spesso sono necessari più interventi, anche ravvicinati, che comportano un notevole dispendio economico. Anche i metodi a minore impatto, che utilizzano trappole e antagonisti, sono di gestione molto onerosa, sia dal punto di vista logistico, sia sotto il profilo dei costi.

“Siamo consapevoli che la Regione Piemonte ha ben presente questa problematica – aggiunge Allasia – e di come la stia gestendo con opportuni piani di monitoraggio e lotta. Tuttavia, come indicano i monitoraggi stessi, le infestazioni di Popillia quest’anno, anche per l’inverno mite che ha favorito la sopravvivenza delle larve, sono aumentate in maniera esponenziale, provocando danni insostenibili alle colture, con la prospettiva di un ulteriore peggioramento della situazione nelle prossime campagne, anche per la prevedibile rapida diffusione dell’insetto nelle zone del Piemonte che sino a oggi sono state risparmiate.

Alla Regione chiediamo interventi tempestivi, deroghe all’uso di prodotti fitosanitari già in commercio e autorizzazioni all’impiego di prodotti più specifici, nonché bollettini che possano guidare con precisione gli interventi. Confagricoltura e le aziende agricole sono disponibili a collaborare in progetti regionali o universitari per il controllo dell’insetto, ma necessitano di uno scambio di informazioni tempestivo e continuo nell’applicazione di tutte le tecniche di lotta. Inoltre le zone incolte e arborate devono essere bonificate per evitare poi successive migrazioni. Tutte le azioni devono essere guidate dagli esperti del settore fitosanitario e non solo nel periodo di volo dell’insetto, ma soprattutto durante la fase di svernamento, cercando di ridurre al minimo già la presenza di larve nel terreno. Oltre a intensificare e rendere più efficace la lotta all’insetto, alla Regione chiediamo anche di individuare le possibili modalità di aiuto per gli agricoltori colpiti, in modo da sostenerli nell’attività di lotta e ristorarli dei danni subiti, che si aggiungono a tutte le difficoltà che sta attraversando attualmente il comparto agricolo per la siccità, l’aumento incontrollato dei costi di produzione e lo sconvolgimento delle dinamiche di mercato dovuto alle crisi internazionali”.

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