Indici Crefis di redditività dell’allevamento dei suini

In giugno la forte diminuzione dei prezzi dei suini da allevamento di 7 kg (- 8,2%), unita al livello dei prezzi delle materie prime utilizzate per l’alimentazione suina (che, seppur in leggero calo nell’ultimo mese, restano comunque su livelli molto alti) hanno spinto verso il basso la redditività degli allevatori impegnati nel- la fase di svezzamento. Le varia- zioni sono state del -10,0% in termini congiunturali e del -19,1% su base tendenziale.

Resta sostanzialmente stabile la redditività della fase di accrescimento (+0,3% rispetto a maggio). In questo caso, gli allevatori sono stati favoriti dalla diminuzione dei prezzi dei suinetti di 7 Kg, verificatasi all’inizio del periodo di accrescimento, che ha in parte compensato il minor guadagno dovuto al calo dei prezzi dei suini da allevamento di 40 kg avvenuto in giugno. L’attuale livello di redditività conferma comunque di essere ben inferiore rispetto a quello dello scorso anno: -20,4%.

In calo la redditività degli allevatori impegnati nella fase di ingrasso, con una variazione congiunturale del – 4,2% ed una tendenziale del -18,7%. Nonostante in giugno si sia registrata una crescita dei prezzi dei suini da macello pesanti, il forte esborso sostenuto per l’acquisto dei suini da allevamento (+22% il rincaro ad inizio del periodo), sommato al livello dei prezzi delle materie prime agricole, hanno portato ad una ulteriore diminuzione della redditività degli allevatori.

In giugno la redditività degli allevatori impegnati nel ciclo chiuso ha registrato un modesto recupero in termini congiunturali (+1,1%), restando comunque a livelli significativamente inferiori rispetto ai livelli di giugno 2021 (-19,1%). La redditività resta quindi ai livelli più bassi degli ultimi anni.

In rialzo, invece, la redditività degli allevatori statunitensi (indice ricalcolato causa sostituzione dei prezzi dei cereali utilizzati per l’alimentazione suina), che fa segnare un +2,8% in termini congiunturali (ovvero rispetto al mese precedente). Tale andamento deriva dall’aumento dei prezzi dei suini statunitensi, cresciuti del +7,6% rispetto a maggio, ed al contemporaneo calo dei prezzi del mais su quel mercato, che hanno bilanciato il maggior esborso sostenuto dagli allevatori per l’acquisto della soia, consentendo così un incremento della redditività. Nonostante questa crescita congiunturale, l’attuale livello di redditività resta al di sotto di quello dello scorso anno: -16,2%.

In maggio (ultimo mese disponibile) la redditività degli allevatori europei ha subito una battuta d’arresto, scendendo del -7,8% rispetto al mese precedente. Tale forte calo congiunturale ha portato anche ad una diminuzione in termini tendenziali (ovvero rispetto allo scorso anno), pari al -11,9%. Tale andamento è dovuto principalmente alla diminuzione dei prezzi dei suini da macello europei (- 2,7%) e dall’andamento al rialzo che interessa ormai da mesi le materie prime destinate all’alimentazione suina.

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