Il servizio irriguo in provincia di Caserta è attivo su circa 18.400 ettari

Il Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno sta provvedendo a distribuire acqua a scopo irriguo in tutti i quattro comprensori della provincia di Caserta attualmente in gestione e in uso derivando la risorsa dalle traverse di Capua sul Volturno e di Suio sul Garigliano. La risorsa raggiunge circa 18.400 ettari di colture irrigue.

“Nonostante una stagione invernale molto secca, al momento le operazioni procedono normalmente al netto di qualche difficoltà tecnica che stiamo affrontando, anche se resta alta l’attenzione per la minore portata idrica dei fiumi Garigliano e Volturno – afferma il commissario dell’ente Francesco Todisco.

Nel Comprensorio irriguo di Parete – in sinistra Regi Lagni – forte di 8.000 ettari, la distribuzione irrigua è stata avviata nella prima decade di aprile ed è prevista continuare fino alla prima decade di ottobre 2022. In questo Comprensorio, che serve i terreni nei comuni di Giugliano, Parete, Trentola Ducenta, Lusciano, Villa Literno, Casal di Principe, Casapesenna, Frignano, San Cipriano di Aversa, San Marcellino, Teverola, Casaluce e Villa di Briano, si segnala la sola chiusura del distretto 45 per motivi tecnici. In questo comprensorio il pagamento del ruolo irriguo, per il quale si applica la tariffa binomia (quota fissa a superficie e quota variabile a consumo) è legato alla dichiarazione di consumo idrico presentata dall’agricoltore, che viene riscontrato dal Consorzio mediante rilevazioni satellitari.

Il servizio irriguo è attivo dalla prima decade di maggio nel Comprensorio irriguo di Mazzafarro – in destra Volturno – grande 2500 ettari. Qui l’acqua raggiunge le manichette nei terreni posti nei comuni di Cancello Arnone, Mondragone e Castel Volturno ed il servizio è previsto rimanere attivo fino alla prima decade di ottobre. Qui l’irrigazione avviene mediante l’attivazione degli idranti con una scheda precaricata con i volumi d’acqua scelti dalla singola utenza, solo in caso di guasto del contatore si fa ricorso alla dichiarazione di consumo idrico ed ai riscontri satellitari ai fini del calcolo della parte variabile della tariffa binomia.

Nel Comprensorio irriguo di Santa Maria La Fossa – in sinistra Volturno – forte di 3.000 ettari, che serve i terreni nei comuni di San Tammaro, Santa Maria la Fossa, Grazzanise e Casal di Principe, il servizio è stato attivato nella prima decade di maggio ed è previsto terminare entro la prima decade di ottobre 2022. Anche in questo comprensorio il servizio irriguo si concretizza mediante l’attivazione degli idranti con una scheda precaricata con i volumi d’acqua scelti dalla singola utenza. E solo in caso di guasto del contatore si fa ricorso alla dichiarazione di consumo idrico ed ai riscontri satellitari ai fini del calcolo della parte variabile della tariffa binomia.

Infine è attivo dalla prima decade di maggio anche il servizio irriguo nel Comprensorio Aurunco – dove tra i comuni di Cellole e Sessa Aurunca raggiunge oltre 4900 ettari, dei quali circa 200 non risultano in questo momento irrigabili per problemi tecnici. In questo comprensorio, che attinge acqua dal fiume Garigliano mediante la traversa di Suio, il servizio è atteso concludersi il 30 settembre 2022. Qui la tariffa applicata per il pagamento del ruolo irriguo è quella monomia, che tiene conto delle diverse caratteristiche del sevizio irriguo, che a seconda delle zone raggiunte è a canalette o in pressione. Ma il Consorzio, nell’interesse di tutti i contribuenti, ha provveduto ad affidare specifici rilevamenti satellitari per la individuazione delle colture praticate – i rilievi, che hanno frequenza settimanale, saranno utilizzati per il controllo delle aree irrigate e per la corretta ripartizione del ruolo.

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