Ue, il glifosato non è cancerogeno

  L’erbicida glifosato non è cancerogeno, non è mutageno, né tossico per la riproduzione. 
Sono le conclusioni del primo rapporto sulla sicurezza della sostanza nell’ambito del rinnovo dell’autorizzazione Ue.

Date le polemiche degli anni scorsi, il rapporto è stato preparato dalle autorità di quattro paesi (Francia, Olanda, Svezia e Ungheria) invece di uno come da prassi Ue. Il documento indica che il glifosato ha i requisiti per essere riautorizzato in Europa, ma raccomanda ulteriori analisi del suo impatto sulla biodiversità. 
La fase finale della valutazione spetta all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e all’Agenzia europea dei chimici (Echa), alle quali oggi sono state consegnate le analisi e le raccomandazioni delle quattro autorità nazionali.

In una nota ufficiale l’EFSA ha evidenziato che le autorità dei quattro Stati membri, non hanno previsto “una modifica alla classificazione esistente” del glifosato.
“Prendiamo atto del parere preliminare – dichiara il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – Siamo solo al primo passaggio di una lunga e accurata procedura che si concluderà l’anno prossimo. Confidiamo che il prosieguo delle valutazioni, fino alla decisione finale, sia esclusivamente ispirato dal massimo rigore per la piena tutela di tutte le parti in causa, a partire dai consumatori. Occorre comunque rilevare che gli agricoltori italiani fanno un ricorso limitato al glifosato, utilizzato solo nelle fasi di presemina. Al di là di quelle che saranno le scelte della Ue, la transizione ecologica impone la diffusione di processi produttivi più sostenibili e una minore pressione sulle risorse naturali”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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