Novant’anni dell’Ente Nazionale Risi

Nel 90° anniversario della propria istituzione, l’Ente Nazionale Risi ha voluto omaggiare il mondo del riso attraverso la complessa realizzazione di un disegno di riso in campo, appunto un “Risegno”. Un’enorme rosa dei venti stilizzata ha preso forma in risaia presso il Centro Ricerche sul Riso di Castello d’Agogna (PV). Tre diverse varietà di riso, a rappresentare l’intera filiera risicola, sono state meticolosamente seminate su una superficie di 6.400 metri quadrati, su progetto ed indicazioni del fotografo Livio Bourbon e ad opera dei tecnici e del personale dell’Ente.

La gigantesca performance artistica, ampia quanto 25 campi da tennis, è una sorta di installazione mutevole e cresce quotidianamente in altezza e volume, secondo la naturale trasformazione di colori che segue la maturazione di foglie e pannocchie.
Se in fase di realizzazione il Risegno si è presentato al suo pubblico in una sfumatura di verdi intensi e viola scuro, al raccolto si presenta, visibile anche dal satellite, dorato e marrone.

Il Risegno vuol essere catalizzatore di attenzione e interesse, vetrina di un’intera filiera, arte in risaia, amplificatore di un messaggio: per produrre e nutrire coltura e cultura ci vuole il seme giusto al posto giusto e soprattutto riso italiano.

L’Ente Nazionale Risi inizia un nuovo percorso nell’ambito della divulgazione e promozione del riso italiano: l’inaugurazione della sala divulgativa-polifunzionale presso il Centro Ricerche sul Riso dell’Ente.
Il 2 ottobre 1931 veniva istituito l’Ente Nazionale Risi, che in questi 90 anni ha sempre dimostrato di stare al passo con i tempi.

Dal 1931 la necessità di migliorare le condizioni sociali ed economiche dei contadini ha visto l’Ente intervenire a 360 gradi. L’Ente oggi non dispone più di asili, l’ultimo è stato donato quest’anno al Comune di Asigliano, in provincia di Vercelli, ma è ancora in attività un centro di essiccazione dato in affitto ad un gruppo di piccoli risicoltori del pavese ed il centro di stoccaggio presso Formigliana, in provincia di Vercelli, che ha una capienza di 18.000 tonnellate. La necessità di migliorare le tecniche di coltivazione e dare assistenza tecnica agli agricoltori era ed è una delle mission dell’Ente Nazionale Risi. Lo testimoniano il Centro Ricerche sul Riso ed il servizio di assistenza tecnica presente nelle 6 sedi periferiche di Vercelli, Pavia, Novara, Codigoro, Isola della Scala ed Oristano. Anche la promozione del riso e del suo consumo allora come oggi è una necessità per far conoscere ed apprezzare il riso italiano. Ed infine l’attività di lobby, parola che a molti non pace, ma che significa soltanto la difesa di interessi del settore nel rispetto delle regole.

L’Ente Nazionale Risi é una realtà in continua evoluzione che segue costantemente le esigenze del settore che vanno coniugate con gli indirizzi che provengono dall’Unione europea. Indirizzi che, francamente, qualche volta non si comprendono.
Presso il Centro Ricerche sul Riso si lavora per dare risposte alle esigenze dei produttori, dei trasformatori ed anche dei consumatori, se pensiamo all’attività di repressione frodi che il Decreto legislativo 131/2017 del mercato interno del riso attribuisce all’Ente.

Presso il Centro Ricerche sul Riso è stata messa a punto in tempi non sospetti, era il 2017, la tecnica della precision farming. Sono ora in corso la ricerca di varietà di riso a basso indice glicemico in collaborazione con l’Università di Pavia ed una ricerca sulla struttura del granello di riso italiano in collaborazione con l’Università di Torino. Sono state ideate le tecniche agronomiche per il contenimento dell’assorbimento di cadmio ed arsenico; nell’ambito di un’agricoltura più sostenibile sono stati realizzati progetti sulla fertilità dei suoli e l’uso efficiente di fertilizzanti. Questo solo per fare alcuni esempi.

Anche il tema dell’acqua è di grande interesse per l’Ente Nazionale Risi come dimostrato dalla partecipazione a diversi progetti internazionali, ad esempio MEDWATERICE sull’uso sostenibile della risorsa idrica negli agro–ecosistemi a riso del Mediterraneo. Progetti e attività fatti in partnership con università, C.R.E.A., associazioni di irrigazione, centri di ricerca internazionali e Regioni.

Sono state realizzate importanti pubblicazioni divulgative quali il “Quaderno della Fondazione Veronesi”, il ricettario “Nutri la tua voglia di riso”, il libretto per bambini “Riso italiano bella storia” e la ruota del riso.
E’ da poco iniziata la campagna europea di promozione “Sustainable EU Rice: don’t think twice” in partnership con gli amici portoghesi e francesi per comunicare ai consumatori la sostenibilità della risicoltura europea.

Poi una scommessa fatta con Patrizio Roversi con il quale l’Ente ha condiviso le serate dell’Ente Nazionale Risi nei sei mesi di Expo 2015: la realtà aumentata con i visori oculus che, per la prima volta, consente di fare un viaggio virtuale nella risaia e di mettere i piedi nell’acqua.
Vengono celebrati i 90 anni di istituzione dell’Ente Nazionale Risi anche attraverso il nuovo libro fotografico “Dal 1931 il riso italiano” realizzato da Livio Bourbon e Fabio Nale.

Nell’occasione che si sta celebrando, non devono essere dimenticate le sfide che attendono il settore, e l’Ente, con tutta la filiera, deve costantemente farsi promotore di iniziative e proposte per difendere e valorizzare il riso italiano. Un esempio è il “Forum del riso europeo” giunto alla quarta edizione, pensato dall’Ente nel 2017. Circa 50 delegati tra produttori e trasformatori del riso degli 8 paesi produttori dell’Unione che discutono e che, di concerto, stilano un documento che contiene le problematiche del settore e le proposte per superarle. Non è, quindi, un libro dei sogni. Non esiste altro esempio di filiera così organizzata che parli con una sola voce.

Quest’anno è anche l’anno della costruzione del futuro. E’ l’anno del PNRR ed è l’anno nel quale verranno definiti gli indirizzi della futura P.A.C. e dei P.S.R. L’Ente é consapevole della grande attenzione all’ambiente che è insita nelle nuove politiche. In tale ambito, occorre riconoscere che il settore risicolo da tempo sta facendo la sua parte se si pensa alle misure agroambientali dei P.S.R., alle nuove tecniche di coltivazione ed alla scelta di macchine 4.0 che consentono una maggiore precisione nelle lavorazioni agrarie per un minor impatto ambientale.

La recente pandemia ha messo in evidenza l’importanza del settore primario e nulla deve rimanere intentato per consentire alla risicoltura italiana di essere la risicoltura più importante d’Europa.

 

Il problema delle importazioni è tutt’ora prioritario e la richiesta dell’intera filiera risicola europea circa la modifica delle regole della salvaguardia, che consenta di considerare rilevanti per la sua applicazione non solo i danni subiti per effetto delle importazioni dal settore industriale ma anche quelli subiti dalla parte agricola, non deve cadere nel vuoto!

In questi giorni l’Ente ha discusso con il Gabinetto Dombrovskis della Trade e ha appreso che la Commissione ha adottato una nuova proposta di regolamento relativa alle preferenze generalizzate che non considera minimamente le indicazioni provenienti dalla società incaricata dalla stessa Commissione di modificare i punti critici dell’attuale sistema SPG, non prende in considerazione quanto emerso dalla consultazione pubblica indetta dalla stessa Commissione e non prende in considerazione quanto sostenuto nei Comitati di Gestione a Bruxelles. Questo significa che certe lobby stanno lavorando contro!

Ora, il Parlamento e Consiglio europeo sono l’ultima possibilità per correggere la bozza della Commissione durante il suo iter di approvazione con la certezza che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sia nuovamente accanto all’Ente nella sfida che attende la filiera.
Solo lavorando uniti, come solitamente la filiera risicola sa fare, è possibile ottenere dei risultati.

 

 

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