Nocciole, non c’è accordo sul prezzo

Ampia partecipazione alla fiera della nocciola di Castagnole Lanze ma l’accordo sul prezzo si è concluso con un nulla di fatto. Entrambe le parti coinvolte, agricola ed industriale, non sono riuscite ad arrivare ad un accordo per l’indicazione di un prezzo di partenza della nocciola Piemonte IGP.  La Commissione incaricata a definire ire il valore pagato al punto resa per le partite, composta dai referenti degli enti cooperativi Asprocor e Ascopiemonte, dai delegati della sigle sindacali agricole Confagricoltura e Cia e dai referenti degli sgusciatori, le aziende Fontana e Marchisio di Cortemilia e la Venchi – non ha indicato una quotazione: alla proposta della parte agricola di 9-10 euro per punto resa (il coefficiente matematico che esprime la qualità del prodotto conferito) è seguita la controproposta degli industriali ferma a 7 euro e mezzo per unità. La raccolta è giunta ormai al giro di boa con la conclusione del primo passaggio  in campo.
Confagricoltura, rappresentata dal suo coordinatore del settore tecnico Enrico Masenga, presente all’interno della commissione, ha chiesto un aumento del prezzo rispetto allo scorso anno, a fronte del sostanzioso incremento dei costi di produzione che gli agricoltori sono stati costretti ad affrontare durante questa annata: energia, concimi, fertilizzanti, gasolio agricolo, ecc. che hanno subito una vertiginosa impennata.
Dal punto di vista della produzione, infatti stiamo assistendo quest’anno ad una produzione variegata: nell’areale storicamente più produttivo, come la Langa, si è registrato un fortissimo calo rispetto ad altre zone, come ad esempio l’astigiano, dove la produzione si attesta intorno alla media. Nonostante il periodo siccitoso che stiamo tuttora attraversando il nocciolo ha resistito bene allo stress con una produzione di qualità, con poco cimiciato e con una pezzatura solo leggermente inferiore alla norma.
“Nonostante non si sia riusciti a concordare un’indicazione di prezzo, la fiera della nocciola di quest’anno ha rappresentato sicuramente un’occasione di confronto costruttivo con tutti gli attori della filiera corilicola”, afferma il direttore della Confagricoltura di Asti Mariagrazia Baravalle. “Si è preferito quindi non comunicare al momento alcuna indicazione di prezzo, anche per le incertezze legate alla quantità delle nocciole, condizionata dalla siccità, oltre agli aumenti dei costi di produzione”.
“Comprendiamo le numerose difficoltà causate dall’aumento dei costi subito da tutti gli attori della filiera – afferma Cristina Bello, presidente della Sezione Corilicola della Confagricoltura di Asti, anch’ella presente alla fiera in rappresentanza dell’associazione agricola astigiana – ma riteniamo necessaria, a nostro avviso, una maggiore tutela nei confronti del settore primario, ovvero il comparto da cui si genera la filiera corilicola, sostenendo le aziende che intendono continuare a produrre in un territorio che altrimenti rischierebbe lo spopolamento”
“Castagnole ha sempre dato un’indicazione di prezzo che è più una tradizione che non un borsino– ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, intervenuto alla fiera della Nocciola – perché i prezzi li fa il mercato e il mercato è libero. Quest’anno questa indicazione non è stata così definita però è stata l’occasione per il mondo dell’agricoltura di segnalare i loro problemi al mondo dell’industria. Noi come Regione cercheremo di fare la nostra parte, aiutando a trovare un punto di equilibrio, non dimenticando questo aspetto: la qualità di paga!”

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