Filiere

Dai droni alle app: il biologico marchigiano guarda al futuro

Dall’impiego di droni per monitorare la salute delle piante alle app per caricare direttamente dal campo tante informazioni utili alla gestione dell’attività agricola. Grazie al progetto Biocereals 4.0, condotto dalla cooperativa Montebello (ecosistema Girolomoni) insieme con l’Università Politecnica delle Marche e Apra – Var, l’agricoltura biologica delle Marche ha avuto l’opportunità di testare una serie di strumenti digitali per innovare il settore. I risultati del progetto, realizzato grazie ai fondi Psr messi a disposizione dalla Regione Marche, sono stati illustrati ieri nel corso del convegno “Nuovi scenari per la transizione ecologica e digitale delle filiere agricole biologiche” che si è tenuto a Morro d’Alba (An) presso l’azienda Mario Lucchetti.

“Il progetto Biocereals 4.0 – ha sottolineato Pierfrancesco Fattori, presidente della Montebello – è stato importante per capire che questi nuovi strumenti rispondono a un bisogno concreto delle aziende e che è necessario sviluppare una serie di servizi per favorire il lavoro in rete. Dunque digitalizzazione e consulenza saranno concetti fondamentali per il futuro del bio marchigiano”.

Il progetto è stato realizzato in tre anni di lavoro ed ha visto l’Università Politecnica delle Marche sviluppare una intensa attività di ricerca per applicare le nuove tecnologie alla filiera agroalimentare. “In agricoltura biologica – ha detto Raffaele Zanoli, professore di Economia agraria alla Politecnica – le difese sono naturali, per questo gli strumenti per prevedere infestazioni e malattie sono particolarmente importanti. La digitalizzazione consente risparmi e controllo, anche se il digital divide è ancora un problema”. Zanoli ha tracciato un quadro delle risorse per la ricerca, risorse limitate a fronte dell’ambizioso obiettivo dell’Unione europea di avere entro 2030 il 25% della superficie agricola complessiva trattato con metodo biologico.

Gianluca Regoli di Apra – Vargroup company ha illustrato gli strumenti adottati in Biocereals 4.0, tra cui i sistemi per gestire normative e contratti, per compiere scelte ragionate sulla programmazione delle semine, per raccogliere dati direttamente sul campo e orientare le decisioni, per controllare in tempo reale i processi di conferimento dei cereali e la situazione nei centri di stoccaggio. Francesco Maria Martini di Univpm si è concentrato sul ruolo dell’intelligenza artificiale e della sensoristica avanzata, che grazie ad un monitoraggio costante sulla salute della piante consentono di intervenire tempestivamente e anche di sviluppare modelli predittivi.

Ma perché il bio entri nel futuro servono scelte di fondo. “Il quadro generale è favorevole al bio e alla transizione ecologica – ha detto Francesco Torriani, coordinatore del settore biologico per Alleanza delle Cooperative Italiane Agroalimentare – ma saranno in pochi a cogliere queste opportunità se non superiamo il problema che sta alla base: la frammentazione nella produzione. L’innovazione va realizzata in termini di sistema, coinvolgendo tutta la filiera, anche sul piano delle conoscenze e delle competenze.”

Al convegno sono intervenuti inoltre Giovanni Girolomoni, presidente della cooperativa Girolomoni; Ugo Testa, responsabile del Progetto Innovation Broker Pubblico – InnovaMarche, e Francesco Solfanelli di Univpm.

L’esperienza di Biocereals 4.0 confluirà in un nuovo progetto che prenderà avvio alla fine di quest’anno e che proseguirà sulla strada della transizione ecologica e digitale delle aziende biologiche marchigiane.

————————-

La cooperativa Montebello, con sede a Isola del Piano (PU), fa parte dell’ecosistema Girolomoni, storica realtà del biologico con attività principale nella produzione della pasta biologica. La cooperativa Montebello nasce nel 2009 con l’obiettivo di favorire l’aggregazione delle produzionibiologiche per rendere economicamente sostenibile la loro trasformazione e quindi la commercializzazione. Oggi affianca gli agricoltori nei processi produttivi e si occupa di promuovere e facilitare la conversione all’agricoltura biologica. Associa 290 produttori e ha altre 100 aziende agricole in filiera, con una SAU (superficie agricola utilizzata) di 8.000 ettari di superficie agricola utilizzata e un potenziale complessivo di tutte le aziende afferenti di 30.000 ettari. Gli agricoltori associati producono cereali, olio di semi, foraggio e sementi.

Oltre alla cooperativa Montebello, l’ecosistema Girolomoni comprende: la cooperativa agricola Gino Girolomoni impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti da agricoltura biologica, la Fondazione Girolomoni per la cultura, l’agriturismo per l’accoglienza e il Consorzio Marche Biologiche per promuovere l’approccio di filiera e la necessità di fare rete. www.girolomoni.it

Condividi