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Glifosato nessun rischio per i consumatori

La Commissione desidera sottolineare che il comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha concluso per consenso che, sulla base delle informazioni disponibili, non esistono prove che colleghino il glifosato al cancro negli esseri umani e che il glifosato non dovrebbe essere classificato come sostanza che provoca danni genetici (sostanza mutagena) o perturba la riproduzione. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e molte altre autorità (1) sono giunte alla stessa conclusione. Due valutazioni del glifosato effettuate dall’UE (nel contesto del rinnovo dell’approvazione come sostanza attiva nei prodotti fitosanitari e di una richiesta di assistenza scientifica e tecnica) hanno esaminato i dati relativi all’impatto del glifosato sui batteri intestinali e non hanno individuato timori per la salute dell’uomo(2) o del bestiame(3). 
Per quanto riguarda i residui di antiparassitari i prodotti alimentari, compresi quelli importati, sono considerati sicuri per i consumatori e possono essere immessi nel mercato dell’UE quando sono conformi con i livelli massimi di residui (LMR) pertinenti(4). La valutazione del rischio che precede la fissazione dell’LMR tiene conto dell’esposizione quotidiana ai residui di tutti i prodotti alimentari durante l’intero periodo di vita. Un divieto totale o parziale delle importazioni di prodotti alimentari che contengono residui di glifosato ma rispettano gli LMR fissati nell’UE non sarebbe giustificato. Nel 2015 l’EFSA ha stabilito una dose giornaliera ammissibile (DGA) per il glifosato(5), sulla base di una valutazione globale. La Commissione non è a conoscenza di nuove informazioni che suggeriscano la necessità di un riesame di tale DGA. L’EFSA ha appena pubblicato un riesame degli LMR vigenti(6) sulla base della DGA stabilita nel 2015 e ha concluso che non è stato individuato alcun rischio per i consumatori. 

 

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