I contoterzisti come “moltiplicatori di conoscenza”

 

L’innovazione, e con essa il tema della transizione digitale, sono i temi al centro della 44ma edizione di EIMA International, la grande rassegna delle macchine per l’agricoltura e il giardinaggio in svolgimento a Bologna fino al 23 ottobre. Numerosi gli incontri, i seminari e i workshop dedicati a questa importante tematica. Di particolare interesse, tra questi, il convegno dal titolo “Il ruolo dell’agromeccanico in una transizione ecologica” che, organizzato dalla Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani (Cai), si è svolto mercoledì 20 ottobre durante la seconda giornata della rassegna. La digitalizzazione sta rivoluzionando il settore primario e questo impone un radicale cambio di mentalità. In particolare, gli agricoltori devono cogliere

i vantaggi economici e ambientali legati alle tecniche dell’agricoltura di precisione e della minima lavorazione del terreno. In questa prospettiva – è stato spiegato durante il convegno – gli agricoltori possono svolgere un ruolo fondamentale come “moltiplicatori” di conoscenza. Ma per farlo devono investire in formazione. «Dobbiamo prepararci per proporre queste novità. Dobbiamo crescere come formazione per convincere le aziende agricole a servirsi dell’innovazione – ha detto aprendo i lavori il presidente di Cai Gianni Dalla Bernardina – dobbiamo essere pronti e l’albo degli agromeccanici potrà aiutare a selezionare le aziende capaci di fornire questi servizi in campo, ma anche la consulenza per guidare gli imprenditori agricoli verso un nuovo modo di fare agricoltura».

A spingere in questa direzione sono anche le politiche europee. Con la nuova Pac 2023-2027 viene infatti chiesto agli agricoltori un impegno sempre più deciso e concreto per preservare la fertilità dei terreni e contribuire a contrastare i cambiamenti climatici. «Per soddisfare queste esigenze serve un cambio di passo da parte degli agricoltori e i contoterzisti devono essere in grado di indirizzarli verso l’innovazione, i contratti di filiera e le reti d’impresa – ha sottolineato l’agronomo e giornalista Roberto Bartolini –. Ma per fare agricoltura di precisione non basta un’antenna satellitare. Serve conoscenza, bisogna mettere insieme i dati e saperli interpretare per prendere le corrette decisioni agronomiche. Per essere competitive le aziende agromeccaniche dovranno dotarsi di figure come agronomi e informatici». I contoterzisti devono non devono soltanto svolgere operazioni colturali sul campo; devono anche – è emerso dai lavoro del convegno – diventare veri consulenti in grado di fornire agli agricoltori informazioni sulle migliori strategie agronomiche da adottare, ma anche sui contributi che Pac e Psr metteranno a disposizione se si adottano certe pratiche.

 

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