Suini allevati secondo alti standard di benessere


In un complesso contesto come quello della carne suina e dei prodotti derivati diventa importante promuovere iniziative volte a sostenere uno sviluppo sostenibile dal punto di vista economico e sociale, capace cioè da una parte di garantire agli allevatori un reddito adeguato e la possibilità di raggiungere mercati sempre più ampi o diversificati e, dall’altra, di soddisfare le attese dei consumatori. Per approfondire la tematica relativa all’adozione di alti standard di benessere animale dopo l’esecuzione degli interventi gestionali e strutturali nelle due  AziendePilota, Campo Bò in provincia di Parma e Quercia Rossa in provincia di Reggio Emilia, il CRPA, Centro Ricerche Produzioni Animali, di Reggio Emilia, in stretta collaborazione con la sua Fondazione e il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano, ha raccolto una serie di dati relativi a gruppi di suini allevati secondo alti standard di benessere animale confrontati con gruppi di animali allevati in maniera convenzionale.

Nell’Azienda Pilota Campo Bò sono stati eseguiti i seguenti confronti:

settore fecondazione-gestazione: scrofe inbox collettivo con superfici superiori ai minimi di legge(eingabbiasoltantofinoallafecondazione) vsscrofe in box collettivo con superfici uguali ai minimi di legge(eingabbiafinoa4 settimane dopo il parto o a diagnosi di gravidanza accertata);  settore maternità: scrofa in box singolo sempre libera, scrofa in box singolo con contenimento permanente in gabbia;

settori di post-svezzamento, magronaggio e ingrasso: suini in box collettivo con superfici superiori ai minimi di legge, suini in box collettivo con superfici uguali ai minimi di legge. In questo caso si sono confrontate anche diverse genetiche(alentoerapidoaccrescimento) e diversi protocolli di castrazione(conosenzaanalgesia/anestesia).

Nell’Azienda Pilota Quercia Rossa sono stati eseguiti i seguenti confronti: settore gestazione: scrofe in box collettivo con superfici superiori ai minimi di legge(e in gabbia soltanto al momento della fecondazione) scrofe in box collettivo con superfici uguali ai minimi di legge(e in gabbia fino a 4 settimane dopo il parto o a diagnosi di gravidanza accertata);  settore maternità: scrofa in box singolo confinata temporaneamente(al momento delparto) scrofa in box singolo con contenimento permanente in gabbia;  settori di  post-svezzamento, magronaggio e ingrasso: suini in box collettivo con superfici superiori ai minimi di legge suini in box collettivo con superfici uguali ai minimi di legge. Anche in questo caso si sono confrontate diverse genetiche(a lento e rapido accrescimento) e diversi protocolli di castrazione(con o senza analgesia/anestesia e con immunocastrazione).

Durante le prove sono stati monitorati la carriera di 10 scrofe allevate nei due diversi sistemie 2  cicli delle rispettive nidiate dallo svezzamento alla macellazione.

Nella fase di gestazione sono stati raccolti i dati relativi a interazioni aggressive, lesionicorporee, zoppie, bursiti, pulizia corporea e del box, parametri ambientali (velocità dell’aria e gasnocivi) nei 2 giorni dopo la formazione del gruppo, dopo una settimana e prima dell’ingresso in sala parto. Inoltre sono stati raccolti i dati produttivi e riproduttivi, quali ISC(intervallo svezzamento-primacopertura), ISCU(intervallo svezzamento-coperturautile), percentuale difertilità, percentuale di portata al parto riassorbimenti embrionali, aborti precoci e tardivi, il numero di trattamenti veterinari eseguiti, il consumo di materiale fibroso utilizzato, la frequenza di distribuzione dello stesso e i  fabbisogni di manodopera per le operazioni di gestione del materiale fibroso e per le operazioni routinarie sulle scrofe.

Nella fase di maternità sono stati raccolti i dati relativi a comportamento materno prima e nei due giorni successivi al parto e dei suinetti allattanti nei due giorni successivi al parto, pulizia corporea delle scrofe 2 giorni prima dello svezzamento dei suinetti. Inoltre sono stati raccolti i dati produttivi e riproduttivi, quali problematiche al parto, numero di nati totali, vivi, morti, mortia  5 e10 giorni, svezzati, cause di mortalità, peso allo svezzamento, e il numero di trattamenti veterinari eseguiti, i lconsumo di materiale fibroso utilizzato, la frequenza di distribuzione dello stesso e i fabbisogni di manodopera per le operazioni di gestione del materiale fibroso e per le operazioni routinarie sulle scrofe.

Nella fase di post-svezzamento e ingrasso sono stat iraccolti i dati relativi a lesion icorporee, cannibalismo, stato igienico dei suini (pulizia corporea) e del box, velocità dell’aria e ammoniaca. Inoltre, è stato fatto il rilievo dei dati comportamentali nei maschi immunocastrati e maschi mediante osservazioni direttea 90 giorni di vita e dopo il primo, il secondo, i lterzo e il quarto trattamento con Improvac. Il rilievo delle lesioni corporee, del cannibalismo e dello stato igienico de isuini  ( pulizia corporea) e del box è stato eseguito in concomitanza dei rilievi comportamentali. Inoltre sono stati raccolti i dati produttivi, quali peso vivo a inizio e fine ciclo, problematiche sanitarie, decessi e scarti, numero di trattamenti veterinari eseguiti, consumo di materiale fibroso utilizzato, la frequenza di distribuzione dello stesso e i fabbisogni di manodopera per le operazioni di gestione del materiale fibroso.