Agli Stati Generali della Zootecnia Intervento di Franco Verrascina e Massimiliano Giansanti

 Agli Stati Generali della Zootecnia dedicati al tema “Nuovi obiettivi per la produzione primaria di qualità”, organizzati da CremonaFiere, svoltisi alla presenza del ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova, sono intervenuti il presidente della Copagri Franco Verrascina e il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
“La crisi socioeconomica e sanitaria causata dalla pandemia del Coronavirus ha fatto sì che ci trovassimo davanti a un mercato comunitario lattiero-caseario notevolmente diverso rispetto al 2019; per questo, momenti quali quello odierno sono di fondamentale importanza per dare ai protagonisti della filiera la possibilità di confrontarsi sulle strategie di valorizzazione di un comparto che costituisce a tutti gli effetti un sistema produttivo unico dall’altissimo valore aggiunto, nel quale è racchiuso un patrimonio di tradizioni e professionalità che tutto il mondo ci invidia”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo “Alla luce dell’attuale situazione dei mercati, sempre più globali e volatili, diventa prioritario puntare sulla programmazione, tenendo sempre ben presente che l’unica strada per tutelare il prezzo del latte alla stalla passa necessariamente da un Programma di Responsabilità di Mercato da attuare a livello comunitario, coinvolgendo tutte le realtà produttive con il fine di evitare le sovrapproduzioni, andando al contempo ad anticipare e a contrastare le crisi di mercato che si profilano all’orizzonte”, ha osservato Verrascina.

“Vale la pena di ricordare, infatti, che gli allevatori vivono costantemente sotto la minaccia incombente di un crollo dei prezzi del latte, che avrebbe ripercussioni gravissime, anche in relazione al continuo crescere dei costi di produzioni e all’aumento dei prezzi delle principali derrate agricole; in tale contesto si registra una sostanziale stabilità dei consumi, che non giustifica in alcun modo la situazione del mercato del latte né la richiesta di tagli a livello produttivo”, ha ricordato il presidente.

“Il futuro – ha suggerito Verrascina – sta nel saper fare squadra tra tutti i soggetti della filiera, puntando sulla valorizzazione delle produzioni sul mercato interno e internazionale e tenendo sempre bene a mente che l’unica strada passa dal riconoscimento dei costi di produzione, con un contestuale collegamento al mercato dei prodotti trasformati; in quasi tutta Europa, infatti, i prezzi al consumo non si sono ridotti e in molti casi sono aumentati, mentre a diminuire è stato proprio il prezzo del latte alla stalla”.

“È inaccettabile che si continui a produrre senza avere certezze sul prezzo del latte, lasciando ai produttori il rischio di pagare le eventuali difficoltà del mercato”, ha concluso il presidente della Copagri.

“Il settore zootecnico è vivo e vitale, non ha problemi strutturali ma di mercato collegati alla volatilità dei prezzi, al ristagno dei consumi ed alla situazione contingente legata alla pandemia ed alla diminuzione degli ordini del canale Ho.Re.Ca. a livello internazionale”. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
Ad avviso del presidente di Confagricoltura va superato il discorso della volatilità dei prezzi sui mercati internazionali, legato anche alle politiche dei dazi dell’amministrazione Trump che l’Europa non ha saputo fronteggiare. Servono regole nuove sul mercato globale che tengano anche conto delle sperequazioni produttive.

Noi allevatori siamo per il benessere animale e per la sostenibilità che sono – ha spiegato Giansanti – la qualità della vita dei nostri capi, il cibo sano e sicuro che gli assicuriamo. Non si possono accettare fake news che vengono usate strumentalmente per favorire il cibo vegetale e sintetico.

Servono allora – ha osservato – campagne di informazione e di educazione alimentare per contrastare l’affermazione del cibo sintetico e vegetale che utilizza denominazioni che si rifanno strumentalmente alla grande tradizione della zootecnia nazionale, con bistecche, cotolette, polpette e latte che tali non sono. Contestualmente va condotta la battaglia per l’etichettatura nutrizionale, di opposizione al Nutriscore, che fa disinformazione verso i consumatori e penalizza le eccellenze della dieta mediterranea. “Le nostre sono battaglie culturali, di identità, che si poggiano su quelli che sono i valori identitari del food, in quanto cibo di derivazione agricola, democratico cioè accessibile a tutti”.

Infine sul prezzo del latte, che soffre di grande volatilità proprio per la situazione contingente. “E’ inaccettabile che si colgano le difficoltà in epoca di pandemia per azzoppare il comparto lattiero che sta producendo per il Paese”.

“Condividiamo quanto detto dalla ministra Bellanova che la filiera agroalimentare e zootecnica hanno bisogno di un progetto di resilienza, ovvero di cogliere le difficoltà del momento per risorgere più forti di prima – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. Dobbiamo lavorare tutti assieme per questo obiettivo”.

 

 

 

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