Sì a bando da 1,5 mld per fotovoltaico sui tetti agricoli

Gli agricoltori e gli allevatori italiani vogliono continuare a dare il loro contributo alla transizione verde ed energetica, concorrendo da un lato a ridurre la dipendenza dall’estero – con oltre tre quarti del fabbisogno energetico acquistati fuori dai confini nazionali – e, dall’altro, a raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica nell’Ue entro il 2050. Per questo, è molto importante la pubblicazione entro il 31 marzo del bando da 1,5 miliardi di euro per finanziare l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti agricoli, evitando totalmente il consumo di suolo. Così Cia-Agricoltori Italiani, in merito all’annuncio del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli.

L’intervento, che rientra nel PNRR con le risorse per la misura “Parco Agrisolare”, prevede infatti di installare pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, per una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per una produzione stimata 0,43 GW.

Secondo Cia, si tratta di un’occasione unica sia per accrescere la sostenibilità e l’efficienza energetica del settore primario, sia per contenere i costi in una fase in cui le bollette energetiche mettono a rischio la tenuta delle imprese, tra l’altro non intaccando minimamente i terreni agricoli necessari alle coltivazioni.

Altrettanto fondamentale, però, per Cia è anche incentivare la produzione di biogas e biomasse legnose, dagli scarti di agricoltura e allevamento; creare impianti a terra su aree abbandonate, marginali e non idonee alla produzione e valorizzare lo stoccaggio al suolo del carbonio assicurato da agricoltura e foreste.

Il settore, infatti, ha un ruolo primario nell’assorbimento di C02, e quindi nella lotta al cambiamento climatico, sequestrando 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno. Una funzione che fa il paio con quella insostituibile di boschi e foreste, che assorbono fino al 40% delle emissioni di gas serra a livello globale e, solo in Italia, trattengono circa 90 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Ecco perché ora le autorità, europee e nazionali, devono valorizzare questo ruolo, recuperando e spingendo sulla corretta gestione e manutenzione delle foreste, fonti straordinarie di ossigeno e di materie prime rinnovabili e prima risorsa per lo sviluppo delle aree rurali e montane. Un compito cucito addosso agli agricoltori -osserva Cia- sia perché il 40% delle aziende del settore è interessato da boschi, sia perché sono già custodi e guardiani del territorio, anche in chiave climatica.

“Le imprese agricole e gli allevamenti sono pronti a dare un contributo aggiuntivo alla transizione verso la neutralità climatica. E per ridurre in tempi brevi la dipendenza dalle importazioni di energia fossile”. Lo dichiara il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

“Siamo di fronte a un passaggio di fondamentale importanza verso l’aumento delle energie rinnovabili, soprattutto nell’attuale fase di grandi difficoltà dovute alla corsa verso l’alto dei costi energetici – sottolinea Giansanti – L’obiettivo fissato dal governo è ambizioso, ma il nostro settore può fare di più, senza compromettere il potenziale produttivo agricolo e la qualità”.

 

Confagricoltura segnala di aver avviato contatti con le principali aziende del settore energetico per fornire alle imprese associate la migliore consulenza tecnica per la partecipazione al bando del Mipaaf.

 

“Alla produzione di energia elettrica verde potrebbero essere destinati anche i terreni marginali non utilizzati. In aggiunta, nelle aree rurali potrebbero essere localizzati i centri di stoccaggio necessari per lo sviluppo delle energie rinnovabili previsto nel Piano del governo per la transizione ecologica”.

 

“Senza dimenticare i margini di crescita esistenti per la produzione di biogas – rileva Giansanti – A questo riguardo, desidero rinnovare il ringraziamento alle forze politiche e al governo per aver accolto nel Decreto Milleproroghe la nostra richiesta di estendere all’anno in corso gli incentivi a favore degli impianti fino a 300 KW alimentati a biogas”.

 

“Nel contesto della transizione ecologica – conclude Giansanti – un altro passaggio di rilievo sarà costituito nella seconda metà dell’anno con la presentazione della proposta della Commissione europea per la valorizzazione dello stoccaggio al suolo del carbonio assicurato dall’agricoltura e dalle foreste che, da sole, già assorbono il 10% delle emissioni totali di gas ad effetto serra”.

 

 

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