RISO EUROPEO. Italia, Portogallo, Francia si uniscono per promuovere il riso Japonica europeo

Ente Nazionale Risi, ente pubblico economico nato per monitorare e sostenere il settore risicolo italiano, Casa do Arroz – Associação Interprofissional do Arroz (CdA), associazione interprofessionale portoghese della filiera del riso e il Sindacato dei Risicoltori di Francia e Filiera (SRFF), fondato con lo scopo principale di promuovere la filiera risicola francese, sono i partner del progetto RISO EUROPEO, finanziato con il supporto dell’Unione Europea, nato per diffondere e promuovere il riso Japonica europeo.

La produzione di riso in Europa, che si identifica appunto con la tipologia Japonica, corrisponde allo 0,4% della produzione mondiale ma al 77% della risicoltura dell’Unione Europea. La produzione comunitaria di riso Japonica, in particolare se confrontata con le varietà provenienti dal Sud-Est asiatico, presenta una qualità superiore a livello organolettico e di sicurezza alimentare, oltre che in termini di sostenibilità: la loro produzione avviene con tecniche agronomiche che ne garantiscono la salubrità. Il riso europeo non è solo elemento della più gustosa e genuina tradizione gastronomica, è un vero e proprio patrimonio culinario, un’eccellenza unica, che il progetto RISO EUROPEO intende supportare in particolare nei maggiori Paesi consumatori di riso nell’Unione Europea, ovvero Italia, Portogallo, Francia e Germania.

Attraverso specifiche azioni di comunicazione e divulgazione, il progetto punta ad accrescere in consumatori e stakeholder la conoscenza della produzione risicola e degli usi del riso Made in EU, così unico nelle sue caratteristiche, nonché a rafforzare la consapevolezza del valore della risicoltura in termini di sostenibilità e tutela delle risorse naturali. Tra le attività messe in campo, campagne advertising, produzione di materiali informativi multimediali, siti dedicati, eventi, forum e fiere internazionali in tutti i Paesi target.  Il claim che accompagna il progetto è “Riso europeo. Buono per te, prezioso per l’ambiente” e sarà replicato su tutti gli strumenti impiegati. Il sito www.sustainableeurice.eu e i profili social dedicati favoriranno la narrazione della risicoltura in Italia, Francia e Portogallo, con informazioni di dettaglio su ricette, metodi di coltivazione e produzione, biodiversità, impiego della risorsa idrica in risaia, tradizioni, aneddoti, curiosità e tutto quanto può permettere ai consumatori europei di approfondire la conoscenza del riso europeo sostenibile e delle sue tante qualità.

L’ambiente in cui viene coltivato il riso europeo, quello della risaia, contribuisce a salvaguardare gli ecosistemi, a preservare le aree rurali, a favorire la biodiversità e a contrastare i cambiamenti climatici. I paesaggi del riso, in Europa, sono infatti sinonimo di uso razionale delle risorse ambientali e del rispetto degli equilibri naturali. Consumare riso europeo significa quindi sostenere tali valori unici, che fanno parte della tradizione e della cultura del nostro continente.

Ente Nazionale Risi (ENTERISI) è un ente pubblico economico italiano nato nel 1931 per monitorare e sostenere il settore risicolo italiano. Agisce sotto la vigilanza del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Tra le attività di ENTERISI, è importante evidenziare l’intensa attività volta a tutelare l’intero comparto risicolo: la promozione del riso “made in Italy” con campagne di informazione, assistenza tecnica agli agricoltori, servizi di analisi e realizzazione di ricerche volte al miglioramento della produzione. ENTERISI monitora inoltre l’intero mercato del riso italiano redigendo bilanci di collocamento previsionali e consuntivi annuali, consentendo alla filiera di attuare azioni per orientare le scelte commerciali. Accanto alle azioni sopra menzionate, un altro importante compito è quello di rappresentare i risicoltori e le industrie italiane presso la Commissione Europea. Inoltre, attraverso il Centro Ricerche sul Riso e il Servizio di Assistenza tecnica, effettua la sperimentazione sul campo e collabora con numerose istituzioni di ricerca nazionali (Università, Istituti di sperimentazione agricola, ecc.), istituti di ricerca internazionali (IRRI – Filippine, CFR – Francia), enti pubblici (Regioni, Province, enti per la tutela dell’ambiente, dogane, ecc.) e aziende private (risicoltori e trasformatori). L’Italia è il maggior produttore di riso in Europa, con circa 227.300 ha (nell’anno 2020), che rappresentano oltre il 50% dell’intera superficie risicola dell’UE, con una produzione di circa 1.500.000 tonnellate (Ente Nazionale Risi, 2020). La produzione è concentrata principalmente in due regioni, Piemonte e Lombardia, dove troviamo il 94% degli ettari coltivati in Italia. La risicoltura italiana è, infatti, concentrata nelle zone più vocate alla coltivazione del riso che trovano la propria sede naturale nella pianura padana occidentale. Le province più importanti a tal proposito sono Vercelli, Novara, Pavia e Milano. Su questi territori si concentra l’88% della superficie totale nazionale e il 90% delle imprese risicole. A differenza di altri comparti agricoli, quello risicolo presenta aziende altamente specializzate e di grandi dimensioni (60 ettari di media in Italia). Su un totale di 3.785 aziende agricole, il 45% ha dimensioni superiori ai 50 ettari e detiene l’80% delle superfici. Vercelli e Novara, nello specifico, mostrano dimensioni medie aziendali superiori al dato nazionale, mentre Pavia è la provincia in cui si concentra la maggior quota di aziende agricole (36%).

Il Sindacato dei Risicoltori di Francia e Filiera (SRFF) è stato fondato nel 1947 su iniziativa dei produttori di riso e degli altri membri della filiera del riso (Enti per la conservazione, Coltivatori o trasformatori e Confezionatori), con lo scopo principale di promuovere la filiera risicola nella sua totalità con riflessioni e decisioni volte al futuro. Dal 2000, in qualità di Organismo di Difesa e Gestione (O.D.G.), SRFF garantisce anche la gestione e il monitoraggio del Riso di Camargue IGP (Indicazione geografica protetta), vale a dire la tracciabilità, dalla produzione al confezionamento, i controlli e le varie analisi volte a garantire tutti i requisiti del capitolato d’oneri. Inoltre, nell’ambito delle sue missioni, favorisce la notorietà e la promozione attraverso azioni di comunicazione presso i consumatori. Mette quindi in campo tutti gli sforzi necessari per valorizzare il “riso camarghese” tra i consumatori finali e i distributori. Tutte le azioni vengono messe in atto senza trascurare lo sviluppo di circuiti brevi in collaborazione con programmi come il Leader (dispositivo europeo per il finanziamento di progetti locali e per il sostegno della prossimità). È finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), dalla Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e dalle 3 intercomunali del Pays d’Arles, le Camere di Agricoltura del Gard e delle Bouches-du-Rhône, e il Parco Naturale Regionale della Camargue. Negli ultimi anni i canali di commercializzazione dell’Agricoltura biologica sono inoltre stati integrati nelle iniziative di promozione. SRFF beneficia del sostegno politico e finanziario della Regione Sud (Dipartimento 13) e dell’Occitania (Dipartimento 30). Tutti i risicoltori francesi sono membri del SRFF, dal momento che questa è l’unica organizzazione di promozione del riso in Francia. In realtà la promozione del riso di Camargue IGP è uno dei principali obiettivi del SRFF, con il monitoraggio della tracciabilità e della qualità presso il grande pubblico, compresi gli istituti scolastici. La produzione risicola francese è concentrata in Camargue. Dopo il turismo, l’agricoltura è la seconda attività economica del delta del Rodano. La Francia contribuisce in maniera significativa alla produzione sostenibile del riso a livello europeo. Attualmente la produzione di riso in Francia (2020) si aggira intorno a 14.000 ha per una produzione di circa 71.800 tonnellate. Secondo la FAO nel 2017 il riso occupava una superficie di 17.000 ha con una produzione di 85.000 tonnellate.

Casa do Arroz – Associação Interprofissional do Arroz (CdA) è l’associazione interprofessionale portoghese della filiera del riso. È un’organizzazione di diritto privato senza scopo di lucro, fondata il 10 febbraio 2012, con la missione principale di promuovere, valorizzare e difendere il riso portoghese. CdA è composta dalle associazioni di produttori/coltivatori (AOP – Associazione portoghese dei risicoltori e APOR – Associazione portoghese dei risicoltori), dall’associazione nazionale dei mugnai (ANIA – Associazione nazionale dell’industria del riso) e dall’associazione nazionale dei distributori (APED – Associazione portoghese delle imprese di distribuzione), che riunisce quasi il 100% dei coltivatori (2.000) e il 90% dei mugnai (6 aziende: Arrozeiras Mundiarroz, SA; Dacsa Atlantic, SA; Ernesto Morgado, SA; Novarroz, SA; Orivárzea, SA; e Valente Marques, SA).

In Portogallo, la produzione di riso ha una grande importanza sociale ed economica. Essa è concentrata nelle valli dei fiumi Sorraia, Tejo, Sado e Mondego e interessa una superficie coltivata di circa 30.000 ettari. Questa superfice è suddivisa tra la Regione di Lisbona, ossia le valli dei fiumi Sorraia e Tejo, che rappresentano il 47% della superficie totale, la Regione dell’Alentejo (fiume Sado), che ne rappresenta il 32%, e la Regione Centrale (fiume Mondego), per il restante 20%. In totale, il settore della risicoltura portoghese produce 180mila tonnellate di riso, pari al 60% del consumo nazionale portoghese. Il Portogallo produce tradizionalmente riso Japonica, quasi esclusivamente della varietà Carolino. Grazie alle condizioni pedoclimatiche estremamente favorevoli, infatti, l’80% della superficie totale è dedicata alla sua produzione, con un restante 20% dedicato alla varietà Indica. Casa do Arroz, essendo l’associazione leader del settore del riso portoghese, è stata direttamente coinvolta nella legislazione del settore del riso, come accaduto ad esempio in merito al recente Decreto Legislativo 157/2017 del 28/12/2017, che regolamenta la qualità del riso venduto in Portogallo e definisce adeguatamente il profilo delle varietà di riso economicamente importanti quali il Carolino Japonica e l’Agulha Indica. Casa do Arroz ha anche la missione di promuovere la specialità di riso portoghese chiamata “Arroz Carolino” e “Riso Carolino” come rappresentante del patrimonio gastronomico portoghese, in particolare sotto gli slogan della campagna “Carolino, Arroz de Portugal” e “Carolino, riso portoghese”.

 

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