Macchine agricole: la buona tenuta del mercato Italia  

I dati sulle immatricolazioni indicano una flessione nei primi cinque mesi del 2022, ma con volumi di vendita comunque elevati. Le trattrici calano dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2021, ma si mantengono largamente al di sopra (+13%) della media degli ultimi quattro anni. Il presidente dei costruttori Alessandro Malavolti parla di “flessione tecnica”, dovuta non ad un calo effettivo della domanda ma a problemi nella catena di fornitura che hanno rallentato i ritmi di consegna dei mezzi meccanici. 

Il mercato delle macchine agricole in Italia registra, nei primi cinque mesi di quest’anno, una flessione rispetto allo stesso periodo 2021, ma i volumi di vendita restano comunque elevati. Dopo i risultati record dello scorso anno, quando le vendite di trattrici hanno segnato una crescita del 36% (24.400 unità immatricolate) e incrementi consistenti si sono avuti anche per le mietitrebbiatrici (+30%), le trattrici con pianale di carico (+19,7%), i rimorchi (+20,4%) e i sollevatori telescopici (+56%), nel periodo gennaio-maggio 2022 – secondo i dati forniti dal Ministero dei Trasporti ed elaborati da FederUnacoma – si registrano cali per tutte le tipologie. Le trattrici registrano un decremento dell’11% (9.182 mezzi venduti nei cinque mesi), e in calo sono anche le trattrici con pianale di carico (-13,9%), i rimorchi (-9%) e i sollevatori telescopici (-24,3%), mentre solo le mietitrebbiatrici segnano un attivo, pari a 2,3 punti percentuali. Malgrado le flessioni, i livelli di mercato restano elevati, e le trattrici evidenziano ad oggi un livello di vendite comunque superiore del 13% rispetto alla media degli ultimi quattro anni. Buoni livelli mantiene anche il mercato dei mezzi per il giardinaggio e la cura del verde, che nei primi tre mesi dell’anno segna un calo del 7,4%, da considerare fisiologico dopo il boom di vendite avutosi nel primo trimestre dello scorso anno (+39,4%), e dopo un consuntivo 2021 comunque largamente positivo (+14%). Nell’analizzare l’andamento del mercato, in occasione dell’Assemblea annuale FederUnacoma, il Presidente Alessandro Malavolti ha spiegato come il passivo nelle immatricolazioni di macchine agricole debba essere interpretato come “flessione tecnica”, vale a dire non determinata da un reale calo della domanda, ma piuttosto dai ritardi nella catena di fornitura che hanno impedito alle case costruttrici, in presenza di un elevato numero di ordinativi, di rispettare i ritmi di consegna dei mezzi meccanici. La congiuntura economica generale, che risente degli effetti del conflitto in Ucraina, non sembra aver influenzato in modo significativo il mercato di settore, che mantiene in ognuno dei cinque mesi dell’anno la stessa flessione percentuale (intorno ai dieci punti) senza evidenziare accentuazioni nei mesi di marzo, aprile e maggio caratterizzati appunto dalla crisi militare. La tenuta del mercato nazionale – ha ricordato il presidente dei costruttori – è anche frutto di un sistema di incentivi abbastanza consistente. Nell’anno in corso sono infatti attivi diversi strumenti di sostegno finanziario, in parte anche cumulabili: il credito d’imposta per il 4.0, il Decreto Isi (Inail) per le macchine con elevati standard di sicurezza, la Legge Sabatini per i beni strumentali, oltre ai programmi dell’Unione Europea, vale a dire il PSR e il PNRR, che hanno durata pluriennale e puntano a favorire le aziende agricole nell’acquisto di mezzi nuovi e con alta tecnologia.

                                 

 

 

 

 

 

Condividi