Indici Crefis di redditività dell’allevamento suini

Nell’ultimo mese il calo di prezzo subito dai suini da macello pesanti non ha con- sentito di sfruttare il rallentamento delle quotazioni delle materie prime utilizzate per l’alimentazione suina (in particolare soia e mais), portando ad un leggero peggioramento della redditività degli allevatori impegnati nel ciclo chiuso(-0,5%). Nonostante questo calo, il confronto con lo scorso anno resta positivo, con l’attuale valore che risulta del +1,9% più elevato di quello del 2021.

In novembre gli allevatori impegnati nella fase di svezzamento  hanno visto un ulteriore aumento della redditività rispetto al mese precedente (+6,6%). Il forte aumento di prezzo (+6,4% su base congiunturale) fatto segnare dai suini da allevamento di 7 kg (output finale di questa fase dell’allevamento), unito al rallentamento delle quotazioni delle materie prime, ha portato ad un incremento della redditività di questi allevatori. Positivo anche il confronto rispetto allo scorso anno (+23,5%).

Medesimo andamento si è verificato anche per la redditività della fase di accrescimento (SITO 2) che, rispetto ad ottobre, ha registrato un +2,3%, mentre in termini tendenziali la differenza, sempre positiva, è stata del +33,6%.

Anche in questo caso, il calo di prezzo delle materie prime per l’alimentazione suina (fattore che in questa fase ha un impatto più elevato che su altre, considerando il breve ciclo produttivo), unitamente all’aumento dei prezzi dei suini da allevamento di 40 kg, hanno consentito di mantenere positiva la redditività di questa fase dell’allevamento suinicolo, nonostante un maggior costo che gli allevatori hanno dovuto sostenere per l’acquisto del suino di 7 kg che in ottobre era cresciuto del +2,4%

 Andamento pressoché stabile, per una tipologia di allevamento che presenta un ciclo produttivo più lungo, ovvero la fase di ingrasso. Nell’ultimo mese il calo dei prezzi dei suini da macello pe- santi ha rischiato di portare ad una riduzione della redditività degli allevatori di tale fase, la quale è rimasta positiva (+0,3%) grazie al rallentamento dei prezzi di mais e soia (in particolare negli ultimi mesi) e al minor costo sostenuto, ad ini- zio del ciclo produttivo, per l’acquisto del suino di peso 40 kg. Il dato di novembre risulta inoltre più alto rispetto a quello di novembre del 2021 (+16,9%).

Un forte calo congiunturale ha interessato la redditività degli allevatori statunitensi (indice ricalcolato causa sostituzione dei prezzi dei cereali utilizzati per l’alimentazione suina), che in novembre è sceso addirittura del -10,6%. Tale andamento è da ricercare nel calo delle quotazioni dei suini USA che, in un solo mese, hanno perso l’11% del loro valore. Nonostante questo decremento, l’attuale livello di redditività resta comunque al di sopra di quello dello scorso anno: +19,5%.

In ottobre (ultimo mese disponibile) la redditività degli allevatori europei ha subito una battuta d’arresto, facendo segnare una variazione del -2,9% rispetto al mese precedente; nonostante ciò, la variazione tendenziale (ovvero rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) resta positiva e pari al +16,8%. L’andamento appena descritto è frutto del calo dei prezzi delle carcasse dei suini europei ed il contemporaneo aumento dei prezzi del mais, in particolare nell’ultimo mese.

Condividi