Indici Crefis di redditività dell’allevamento di suini

Nell’ultimo mese la redditività degli allevatori impegnati nel ciclo chiuso ha fatto segnare un recupero in termini congiunturali (+4,0%), restando però ben al di sotto dei livelli dello scorso anno (- 13,7%). Tale andamento è dovuto so- stanzialmente al livello record dei prezzi dei suini da macello pesanti, che è il principale fattore che ha portato ad una situazione congiunturale positiva. L’attuale livello di redditività rimane comunque poco remunerativo se paragonato allo storico a disposizione, perché risente ancora degli elevati livelli di prezzo delle materie prime utilizzate per l’alimenta- zione suina, data la lunghezza del ciclo produttivo specifico di questa fase dell’allevamento.

In agosto gli allevatori impegnati nella fase di svezzamento hanno visto una sostanziale stabilità della redditività rispetto al mese precedente (+0,4%), raggiungendo un livello che è risultato più alto del 7,6% rispetto a quello dello scorso anno. Nonostante il prezzo dell’output finale (suini di 7 kg) sia rima- sto stabile e su livelli decisamente inferiori rispetto ai mesi precedenti del 2022, la brevità del ciclo produttivo ha fatto sì che questa tipologia di allevamenti iniziasse a beneficiare del rallentamento dei prezzi delle materie prime per l’alimenta- zione suina.

Medesimo andamento si è verificato anche per la redditività della fase di accrescimento che, rispetto a luglio, ha registrato un +1,0%, mentre in termini tendenziali la differenza, sempre positiva, è stata del +2,6%. Anche in questo caso, considerando che questa fase presenta un ciclo produttivo molto corto, il rallentamento dei prezzi delle materie prime ha portato ad un beneficio, che è stato rinforzato dal minor esborso sostenuto da questa categoria di allevatori per l’acquisto del suino da 7 kg ad inizio del periodo.

Tornando ad analizzare una tipologia di allevamento che presenta un ciclo produttivo più lungo, ovvero la fase di ingrasso, ritroviamo un andamento simile a quello visto con il ciclo chiuso. Infatti, l’elevato livello di prezzo dei suini da macello pesanti ed il parziale rallenta- mento dei prezzi dell’alimentazione han- no portato ad una ripresa in termini congiunturali, con una variazione del +3,0% rispetto a luglio. Tale livello non rappresenta comunque una situazione positiva per questi allevatori che, data la lunghezza del ciclo produttivo, risentono ancora degli sbalzi di prezzo avvenuti sul merca- to dei cereali nei mesi precedenti, con la conseguenza che l’attuale livello di redditività risulta più basso del -4,7% se paragonato a quello dello scorso anno.

Una battuta d’arresto ha interessato la redditività degli allevatori statunitensi (indice ricalcolato causa sostituzione dei prezzi dei cereali utilizzati per l’alimenta- zione suina), che ha fatto segnare un – 2,6% rispetto a luglio. Tale andamento deriva dal calo dei prezzi dei suini statunitensi (-2,1% rispetto al mese precedente) e dal costo delle materie prime utilizzate per l’alimentazione. Nonostante questo calo congiunturale, l’attuale livello di redditività resta però al di sopra di quello dello scorso anno: +5,7%.

In luglio (ultimo mese disponibile) la redditività degli allevatori europei è leggermente risalita, facendo segnare una variazione del +0,9% rispetto al mese precedente; l’attuale valore resta comunque più basso di quello dello scorso anno (-5,3%). La ripresa congiunturale è dovuta sostanzialmente all’ulteriore aumento dei prezzi delle carcasse di suino (cresciute del +2,4% su base mensile) ed al contemporaneo rallentamento dei prezzi delle materie prime, che erano leggermente scese in luglio.

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