Zootecnia

Indici Crefis di redditività dell’allevamento dei suini

Nel mese di marzo la redditività della fase di svezzamento  ha subito una battuta d’arresto, sia in termini congiunturali (ovvero rispetto al mese prece- dente) che tendenziali (nei confronti del- lo scorso anno), con variazioni rispettiva- mente del -2,5% e -2,3%. Nonostante in marzo si sia verificato un nuovo aumento dei prezzi dei suini da allevamento di 7 kg (+1,7%), l’impennata dei prezzi delle materie prime utilizzate per l’alimentazione ha portato ad una diminuzione della redditività degli allevatori coinvolti nella fase di svezzamento.

Un andamento negativo ha interessato anche la redditività della fase di accrescimento, diminuita del -5,3% rispetto a febbraio e del -22,1% nei con- fronti dello scorso anno. A pesare, anche in questo caso, è stato soprattutto l’au- mento dei prezzi delle materie prime utilizzate per l’alimentazione suina (in particole mais e soia), oltre alla crescita dei prezzi dei suini d’allevamento di 7 kg (input per questa fase dell’allevamento) verificatosi in febbraio (+9,9% su base mensile).

 Una variazione congiunturale positiva si è, invece, verificata per gli allevatori im- pegnati nella fase di ingrasso (+6,3% rispetto a febbraio). In questo caso, l’aumento dei prezzi dei suini da macello pesanti (+7,6% rispetto a febbraio), unito ad un prezzo di acquisto dei suini da allevamento di 40 kg che era diminuito ad inizio del periodo di ingrasso, sono riusciti a compensare la salita delle quotazioni delle materie prime, consentendo così un incremento della redditività degli allevatori. L’attuale valore risulta comunque più basso di quello fatto registrare dodici mesi prima (- 4,9%).

In marzo la redditività degli allevatori impegnati nel cosiddetto ciclo chiuso ha visto una risalita in termini congiunturali (+1,6%), rimanendo comunque più bassa del -15,8% rispetto al livello dello scorso anno. Per questa tipologia di allevamento va ricordato che il periodo di riferimento è decisamente più ampio rispetto alle fasi viste in precedenza, dato che comprende tutte le fasi dell’alleva- mento, a partire dalla gestazione della scrofa. Il già citato aumento dei prezzi dei suini da macello pesanti ha consenti- to di assorbire l’incremento dei prezzi delle materie prime utilizzate per l’alimentazione suina.
Ulteriore balzo in avanti per la redditività degli allevatori statunitensi (indice ricalcolato causa sostituzione dei prezzi dei cereali utilizzati per l’alimentazione suina), che fa segnare un +12,8% in ter- mini congiunturali (ovvero rispetto al mese precedente) ed un +3,8% su base tendenziale. Come già verificatosi nel mese precedente, anche in marzo gli allevatori statunitensi hanno potuto beneficiare degli alti livelli di prezzo dei suini da macello (cresciuti del +21,4% su base mensile) che hanno compensato la crescita del mais e della soia utilizzati per alimentare gli animali.
In febbraio (ultimo mese disponibile) la redditività degli allevatori europei è diminuita del -2,1% rispetto al mese precedente, rimanendo più bassa del -19,2% rispetto a quello dello stesso periodo del 2021. La sostanziale stabilità dei prezzi delle carcasse (+0,1% su base mensile) non ha consentito agli allevatori europei di bilanciare il crescente costo delle materie prime (+8,9% per la soia e +2,6% per il mais) portando così ad una riduzione della loro redditività.

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