Indici Crefis di redditività dell’allevamento dei suini

Nell’ultimo mese la redditività degli allevatori impegnati nel ciclo chiuso è ulteriormente migliorata in termini congiunturali (+2,9%), grazie alla crescita dei prezzi dei suini da macello che hanno toccato nuovi livelli record, superando i 2 euro/kg, oltre che al contemporaneo rallentamento, seppur parziale, dei prezzi di alcune materie prime utilizzate per l’alimentazione suina (in particolare del mais). Nonostante questa ripresa a breve termine, confrontando il dato di settembre con quello dello stesso periodo dello scorso anno, la situazione appare ancora critica, con l’attuale livello che risulta ancora più basso del -6,2%. La lunghezza del ciclo produttivo di questa tipologia di allevamento comporta ancora un note- vole peso dei prezzi delle materie prime per l’alimentazione animale, che restano su livelli decisamente più alti di quelli di 12 mesi fa, non consentendo un recupero anche a livello tendenziale.

 In settembre gli allevatori impegnati nella fase di svezzamento  hanno visto aumentare la redditività rispetto al mese precedente (+0,5%), raggiungendo così un livello che è risultato più alto del +12,1% rispetto a quello dello scorso anno. Nonostante il prezzo dell’output finale (suini di 7 kg) sia rimasto nuova- mente stabile, il rallentamento dei prezzi delle materie prime ha portato ad un incremento della redditività di questi allevatori. Il recupero è avvenuto anche rispetto allo scorso anno, grazie al fatto che il prezzo dei suini di 7 kg è decisa- mente più elevato di quello di 12 mesi fa. Medesimo andamento si è verificato anche per la redditività della fase di accrescimento  che, rispetto ad agosto, ha registrato un +2,1%, mentre in termini tendenziali la differenza, sempre positiva, è stata del +2,5%. Anche in questo caso, considerando che questa fase presenta un ciclo produttivo molto corto, il rallentamento dei prezzi delle materie prime e l’aumento dei prezzi del pro- dotto finale (il suino di 40 kg) hanno por- tato ad un ulteriore miglioramento della redditività.

Andamento positivo anche per una tipologia di allevamento che presenta un ciclo produttivo più lungo, ovvero la fase di ingrasso. Infatti, l’elevato li- vello di prezzo dei suini da macello pe- santi ed il parziale rallentamento dei prezzi dell’alimentazione hanno portato ad una ripresa in termini congiunturali, con una variazione del +3,2% rispetto ad agosto. Tale miglioramento ha portato anche l’attuale livello di redditività al di sopra di quello dello scorso anno (+6,7%), pur rimanendo più basso di quello fatto registrare nel 2020.

 Un forte calo congiunturale ha interessato la redditività degli allevatori statunitensi (indice ricalcolato causa sostituzione dei prezzi dei cereali utilizzati per l’alimentazione suina), che in un solo mese è scesa ben del -20,3%. Tale andamento è dovuto fondamentalmente al repentino calo di prezzo dei suini USA, sceso del -19,8% rispetto ad agosto, ed al contemporaneo rafforzamento dei prezzi di soia e mais, cresciuti ulteriormente nell’ultimo mese. Nonostante questa perdita, l’attuale livello di redditività resta comunque al di sopra di quello dello scorso anno: +4,8%.

 In agosto (ultimo mese disponibile) la redditività degli allevatori europei è ulteriormente cresciuta, facendo segnare una variazione del +2,7% rispetto al mese precedente; tale aumento ha portato l’attuale valore a tornare al di sopra di quello dello stesso periodo dello scorso anno: +3,8%. La ripresa va ricercata nell’incremento dei prezzi dei suini da macello europei (+3,8% su base congiunturale). )

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