Con la prima legge di bilancio tornano i voucher

Dal 2023 si rivedranno più diffusamente i voucher per retribuire il lavoro saltuario in settori, tra cui l’agricoltura, La legge di bilancio del governo Meloni ne prevede la reintroduzione. Dal 1° gennaio sarà possibile ricorrere ai buoni lavoro, ma solo fino alla soglia massima di 10mila euro in 12 mesi. I nuovi voucher avranno un valore nominale di 10 euro lordi all’ora (7,50 euro netti). L’obiettivo è quello di avere uno strumento utile per regolarizzare il lavoro stagionale e quello occasionale da accompagnare a controlli molto rigidi per evitare storture.
I cosiddetti buoni lavoro, cancellati nel 2017 dal Governo Gentiloni erano stati introdotti per la prima volta nel 2003 con la legge Biagi (ma operativi solo dall’anno successivo) come forma di pagamento alternativa in caso di lavoro occasionale accessorio o di prestazioni saltuarie.
I cosiddetti voucher, non più in vigore dal 2017, hanno agevolato le imprese agricole che, soprattutto nei periodi concomitanti la raccolta di frutta e verdura o con la vendemmia, hanno la necessità di occupare persone disponibili a lavorare in modo trasparente e nel pieno rispetto delle regole.
“Attendiamo ora la pubblicazione del disegno di legge – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte  – e auspichiamo che a livello nazionale, anche attraverso un confronto costruttivo con le parti sociali, si possa dare piena attuazione a quanto enunciato dal Governo, in un’ottica di semplificazione delle procedure e di piena tutela dei lavoratori. Riteniamo da sempre che questo sia l’approccio corretto di partenza per guardare in modo pragmatico ai problemi e per trovare insieme soluzioni intelligenti”.
“Siamo grati al Governo per aver accolto le nostre sollecitazioni – commenta Ettore Prandini, presidente di Coldiretti -, siamo pronti al confronto con istituzioni e sindacati per individuare le formule più adeguate che garantiscano semplificazione per le imprese e tutele ai lavoratori”.
“Accogliamo con soddisfazione la reintroduzione del meccanismo dei buoni lavoro in agricoltura poiché riteniamo possa essere uno strumento di flessibilità utile al settore, che nel contempo contribuisce anche a favorire l’occupazione temporanea di chi è alla ricerca di un impiego”. Lo dice Gabriele Baldi, presidente di Asti Agricoltura, commentando il pacchetto di misure sul lavoro contenuto nella proposta di Manovra varata dal Governo Meloni.
 “Il contratto di prestazione occasionale deve però perdere le precedenti rigidità”, spiega Mariagrazia Baravalle, direttore dell’associazione datoriale agricola. “Lo strumento precedente non era utilizzabile dalle imprese con più di 5 dipendenti, ora invece sembra si inserisca il limite di 10 e questo è un segnale positivo. C’è bisogno di intervenire sulla norma precedente, estendendola anche alle grandi aziende, modificando tetti reddituali e categorie di lavoratori che possono accedervi, ad oggi limitate a studenti fino a 25 anni, pensionati, disoccupati e percettori di integrazioni al reddito”.
“Attendiamo ora la pubblicazione del disegno di legge – conclude Baldi – e auspichiamo che a livello nazionale, anche attraverso un confronto costruttivo con le parti sociali, si possa dare piena attuazione a quanto enunciato dal Governo, in un’ottica di semplificazione delle procedure e di piena tutela dei lavoratori. Riteniamo da sempre che questo sia l’approccio corretto di partenza per guardare in modo pragmatico ai problemi e per trovare insieme soluzioni intelligenti, senza pregiudizi ideologici”.

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