Commercio estero nazionale di suini e carni suine  

 

Nel periodo gennaio-settembre 2021, comunica  CREFIS, Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole, il commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi ha complessivamente realizzato un saldo finale negativo pari a circa -30,2 milioni di euro e che si conferma in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+282,6 milioni di euro), andamento determinato soprattutto grazie alla crescita dell’export e al contemporaneo calo delle importazioni.

Le esportazioni hanno raggiunto gli 1,5 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno, valore che ha registrato un incremento del +12,0% in termini tendenziali e a cui è corrisposto un quantitativo di 269 mila tonnellate (+12,4%); in lieve flessione, invece, il valore medio unitario delle spedizioni nazionali (-0,3%). I prosciutti crudi disossati si con- fermano il prodotto maggiormente esportato grazie ad un valore di 594,4 milioni di euro, il quale è risultato in crescita del +15,1% rispetto al periodo gennaio-settembre 2020; in rialzo anche il corrispettivo volume (+19,5%), che è stato pari a quasi 50 mila tonnellate, mentre il relativo valore medio unitario è diminuito del -3,7%, anche se resta uno dei più elevati tra quelli dei prodotti considerati (11,98 euro/kg). Altre voci merceologiche di rilievo sono le “salsicce e salami stagionati” (325,1 milioni di euro), le “mortadelle, wurstel, cotechini e altri salami cotti” (121,4 milioni di euro) e i prosciutti cotti (121,1 milioni di euro), tutti prodotti che hanno registrato un aumento rispetto all’anno precedente (+14,9%, +5,3% e +14,1% in valore, rispettivamente).

I principali paesi di destinazione delle spedizioni nazionali restano soprattutto Germania (271,2 milioni di euro) e Francia (235,1 milioni di euro) che, insieme, rappresentano un terzo delle esportazioni italiane in valore di suini, carni suine e salumi. Seguono, per importanza, il Regno Unito (132,4 milioni di euro) e gli Stati Uniti (130,6 milioni di euro), mentre il confronto tendenziale conferma un incremento dell’export verso la maggior parte dei mercati considerati. In partico- lare, si segnalano le variazioni di Stati Uniti (+53,5%) e, soprattutto, Cina (+79,3%); ancora in calo, invece, il mercato britannico (-2,6%).

Dal lato delle importazioni, nel periodo gennaio – settembre queste sono state pari a 1,6 miliardi di euro, in flessione del -7,0% in termini tendenziali e corrispondenti ad un volume di 811 mila tonnellate (+9,2%), andamento che ha anch’esso contribuito all’elevato miglioramento del saldo commerciale in valore. Le cosce suine fresche, il prodotto maggiormente acquistato dall’Italia all’estero, hanno raggiunto un valore di quasi 713 milioni di euro, per un incremento del +5,2% rispetto allo stesso periodo del 2020; andamento positivo anche per il quantitativo importato (+18,7%), il quale si è fermato a 426 mila tonnellate, mentre il relativo valore medio unitario è diminuito del -11,4%.

La quasi totalità degli acquisti nazionali è avvenuta sul mercato comunitario, con la Germania che ha rappresentato il 36% circa delle importazioni italiane in valore, grazie ad un dato di 558,6 milioni di euro. Seguono, ad un livello nettamente inferiore, i Paesi Bassi (241,7 milioni di euro) e la Danimarca (217,7 milioni di euro), mentre la Spagna resta in quarta posizione con un dato di 209,5 milioni di euro. In termini tendenziali, la quasi totalità dei paesi si è mostrata in diminuzione rispetto ai primi nove mesi del 2020, fatta eccezione per Germania (+5,2% in valore), Danimarca (+41,0%), Belgio (+10,4%) e Romania (+6,5%).

Per quanto riguarda l’acquisto all’estero di suini vivi, nel periodo gennaio – settembre esso è stato pari a 749 mila capi, numero che ha registrato un decremento del -19,9% rispetto all’anno precedente. I suinetti rappresentano circa la metà dei capi importati e confermano un andamento tendenziale anch’esso negativo (-21,6%).

Considerando il solo mese di settembre 2021, il saldo finale del commercio estero dell’Italia di suini, carni suine, grassi di maiale e salumi è risultato pari a -24,7 mila euro, dato in peggioramento rispetto al mese precedente (-11,9 milioni di euro), ma in miglioramento rispetto a settembre dello scorso anno (+19,5 mlioni di euro).

Le esportazioni mensili sono risultate pari a 176,7 milioni di euro, valore in aumento in termini tendenziali (+9,1%) e a cui è corrisposto un volume inviato all’estero di quasi 29 mila tonnellate (-0,1%); in crescita il relativo valore me- dio unitario (+9,1%). Le importazioni so- no, invece, state caratterizzate da un volume di 101 mila tonnellate (+16,0% su decremento anche il relativo valore me- base annua) e per un valore corrispondente di 176,7 milioni di euro (-2,6%); in decremento anche il relativo valore medio unitario (-16,0%).

 

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